Lo 0-0 finale evitò i playout, quasi un anno prima della sfida sempre con l’Ascoli sulla strada della promozione
Un anno dopo il Trapani e un anno prima dell’ “altra” Ascoli, quella della sfida promozione in casa, ma sempre tutto in 90 minuti. La travagliata stagione 2017-18 si chiudeva tre anni fa con un turno serale da undici partite in contemporanea, di cui ben otto mettevano in palio qualcosa (la promozione diretta sarà affare del Parma, l’ultimo posto playout dell’Entella). Tra queste anche Ascoli-Brescia, con i marchigiani allenati da Serse Cosmi a loro volta alla ricerca della vittoria: il -2 dava ai bianconeri la possibilità del sorpasso. Ma era, soprattutto, l’ultima notte di Andrea Caracciolo con la maglia del Brescia dopo dodici stagioni e mezzo intervallate da altre esperienze in giro per l’Italia: niente rinnovo contrattuale per lui, che a 37 anni aveva segnato ancora 13 gol in 37 partite stagionali.
Due risultati su tre a disposizione per la squadra guidata da Ivo Pulga, subentrato a Roberto Boscaglia dopo la sconfitta per 4-2 a Salerno di tre gare prima: in mezzo le partite perse in casa con Frosinone ed Empoli e il punto che si rivelerà decisivo di Cittadella. Non una partita di grandi emozioni, quella del Del Duca (con 300 tifosi bresciani al seguito): copione diverso da quello dell’anno prima con il Trapani in un Rigamonti esaurito. Un legno per parte, una botta da fuori di Longhi per il Brescia stampata sul sette e un tiro-cross deviato sul palo da Minelli per l’Ascoli, tutto nella ripresa. Il tutto ascoltando le notizie dagli altri campi, come una volta: Avellino e Cesena salvi, Venezia-Pescara (abruzzesi alla pari con il Brescia a 47 punti) non si schiodava dallo 0-0, Entella in vantaggio a Novara e quindi rivale playout della perdente di Ascoli-Brescia.
Fino ai minuti finali palpitanti. Dopo un gol annullato al Brescia un contropiede di Tonali e Caracciolo soli davanti al portiere all’88’ sembra poter chiudere tutto, ma il regista allora diciottenne serve l’ultimo pallone troppo piano e Agazzi blocca a terra. C’è ancora da soffrire: Addae brucia Edoardo Lancini sulla fascia destra al 90′, sul cross Minelli smanaccia con la sinistra il tentativo da due metri di Rosseti e poi nella confusione c’è un fallo di mano degli attaccanti. Nei 5 minuti di recupero l’Ascoli non riesce più a rendersi pericoloso e così questa difficile stagione termina con il lieto fine: l’era Caracciolo si chiude con 418 presenze e 179 gol in gare ufficiali, primato assoluto nella storia biancoblù. Brescia salvo con 48 punti, preludio a una promozione imprevista quanto agognata l’anno dopo.


