L’ex capitano delle rondinelle Marco Zambelli, collaboratore tecnico incaricato dal Tribunale, spiega le ragioni della sua scelta: “Ne ho sentite di tutti i colori in questo periodo, ma la verità e che ho pensato che se avessero sputato ancora su quella storia non ce l’avrei fatta. Mi è stato chiesto aiuto dal curatore fallimentare che è stato chiaro dicendomi che non c’è un progetto sportivo dietro a tutto questo. Così ho pensato che se tutto questo avviene per guidare il Brescia verso una dolce morte, lo voglio accompagnare io per mano sapendo che gli ultimi ad indossare quella maglia saranno dei bambini. Dentro questa matricola ci sono tante storie: la mia, quella di tanti giocatori, la vostra che avete fatto migliaia di chilometri, quella di tanti tifosi che si sono tramandati la storia del Brescia. In questi giorni ho respirato tantissima diffidenza, ma se c’è ancora qualcosa di buono da fare perché un domani possa “unire”, perché no?
Ho fatto una scelta di cuore come feci nel 2015 e l’ho fatto per quello che sento per Brescia e il Brescia. Non ho mai fatto scelte per far del male al Brescia, questo mai. Non ho e non ho mai avuto contatti con la vecchia società per questo, il curatore stesso mi ha garantito che è solo il Tribunale il mio interlocutore.
Ho parlato subito con il presidente Pasini della cosa così come ho fatto con i tifosi. L’ho fatto perché per me era giusto farlo. Sono state due conversazioni tranquille. Se avevo paura che la mia storia personale si sporcasse? Ne ho avuta tanta, per notti non ho chiuso occhio al pensiero. Fondamentale è stato l’appoggio della mia famiglia. Ho messo tutta la mia storia di vent’anni sapendo che correvo un grosso rischio; però, se non lo facciamo per le cose in cui crediamo, per cosa lo facciamo? Io mi sono mosso per il Brescia Calcio prima ancora che nascesse l’Union, la faccia ce l’ho sempre messa anche in passato.
Siamo affittuari. Gli allenatori sono quelli già presenti all’interno delle squadre. La maglia? Avrà certamente il logo, la V non so perché l’obiettivo non è quello di ostentare i simboli. Il mio mandato ha termine il 31 dicembre e non scenderò mai in campo; oggi sono un consulente del Tribunale e questo non confligge con il mio operato nella Voluntas che continuerà con lo stesso impegno.”



a prescindere da zambelli, un consulente del tribunale tesserato figc si sarebbe comunque trovato, vorrei sapere ,visto che si precisa non é scopo del curatore avere un progetto sportivo, quando questa farsa avrá celliniana avrá la parola fine
Se i tifosotti brescianotti avessero 1/4 della tua passione, dei tuoi sentimenti e dei tuoi valori oggi avremmo il vero Brescia, forse nei dilettanti ma non avremmo una cinesata mal riuscita. Invece i tifosotti brescianotti sono come quelle donne che si mettono con un ricco solo per i suoi soldi. Quando le cose vanno bene sono carine ed affettuose, se iniziano i problemi e devono fare delle rinunce si arrabbiano e se finiscono i soldi finisce l’amore e vanno alla ricerca di un altro riccone da spennare.