I gol subiti sono quasi sempre pesanti

Treviso e Dolomiti Bellunesi ci hanno fatto perdere punti: i gol subiti, tranne quello di Morosini, ci sono sempre costati caro.

Come scrive Il Giornale di Brescia, pochi ma buoni, per gli altri. Sono i gol subiti dal Brescia in queste prime sette partite di campionato. Pochi, dicevamo, perché quattro reti al passivo rendono l’Union la quarta difesa meno battuta. Eppure, il peso specifico di quasi tutti i gol incassati risulta stridente. Quel «quasi» riguarda il primo pallone raccolto in fondo al sacco da Zacchi, scagliato alle spalle del portiere biancazzurro dall’ex Leonardo Morosini in Brescia-Carpi della prima giornata, che all’epoca pareggiava per gli emiliani, poi rivelatosi irrilevante nel 3-1 finale.

Gli altri tre, invece, hanno fatto male, eccome. I due subiti contro il Treviso hanno costretto gli uomini di Eugenio Corini a dividersi la posta in un 2-2 con doccia gelata finale: al vantaggio ospite di Brevi avevano risposto Zennero e Rizzo Pinna, ma l’incornata vincente di Maestrelli al novantaquattresimo minuto aveva soffocato l’urlo della vittoria, con la perdita di due punti dolorosi. Gli stessi sono stati gettati alle ortiche l’altro ieri con la Dolomiti Bellunesi, capace di centrare il bersaglio nell’unico tiro in porta di fronte a un dominio assoluto di Balestrero e compagni, culminato con il gol vittoria intorno al novantesimo e incredibilmente annullato dopo un richiamo all’FVS.

La bellezza di quattro punti lasciati per strada deriva da situazioni evitabili, soprattutto in momenti di cattiva gestione o di calma apparente del match. La cosa strana è proprio il momento e il modo in cui questi gol sono arrivati. Per capire: nei primi tempi a Crema e a Trento, dove la squadra ha sofferto per un atteggiamento passivo, il gol avversario non è arrivato, mentre è giunto quando meno te lo aspettavi. Quello di Morosini, pur irrilevante, è stato un regalo di Armati in un momento di controllo assoluto con il Brescia già in vantaggio, come il vantaggio del Treviso nell’ultimo minuto di un primo tempo che non aveva mai visto i veneti affacciarsi dalle parti di Zacchi. I veneti hanno poi riacciuffato il pareggio in pieno recupero, dopo una gestione degli ultimi minuti sfortunata e un colpo di testa in mischia su calcio d’angolo.

Per non parlare dell’ultima e recente rete subita con i dolomitici, scesi dal pullman piazzato sulla loro trequarti una sola volta in un momento di pieno controllo del Brescia, che aveva appena sfiorato quello che sarebbe stato il meritato raddoppio. Un episodio casuale, dunque, come la conclusione che lo stesso Sia, autore dell’1-1, ha poi descritto in sala stampa («Ho tirato come potevo, ne è uscito un pallonetto…»), ma che pesa come piombo.

In tutto questo, però, c’è un aspetto positivo. Anzi, da record: il Brescia è infatti, insieme alla Roma, l’unica squadra tra le cento professionistiche a non aver ancora subito un solo gol in trasferta, con i giallorossi capitolini che hanno giocato, causa sosta per le Nazionali, solo due partite lontano dall’Olimpico. Che almeno quest’ultima nota sia di buon auspicio per la sfida a Lecce di domenica prossima.

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