Avanti così: il Brescia ha il ritmo adatto per vincere il campionato e si è trasformato in un distruttore di tabù. Finora la squadra del presidente Giuseppe Pasini ha battuto due delle bestie nere della scorsa stagione, contro cui aveva raccolto un solo punto (due pareggi per 0-0: in casa contro i cremaschi, in trasferta contro i milanesi, senza segnare nemmeno un gol); soprattutto, grazie al successo per 1-0 contro il Desenzano alla terza giornata, ha superato una bresciana dopo 43 anni. Da allora, tra Coppa Italia e campionato, ha ottenuto cinque pareggi e tre sconfitte in otto partite contro Ospitaletto, Feralpisalò e Lumezzane.
Limitando l’analisi al primo tratto del torneo, i biancazzurri hanno collezionato quattro vittorie e due pareggi in sei partite. La media di 2,33 punti a gara, estesa a 38 giornate, porta a 89 punti, lo stesso risultato del super Vicenza dell’anno scorso. Non è dunque corretto affermare che la squadra di Eugenio Corini proceda con passo rallentato o che non sia allineata all’ambizione di una promozione diretta in B. È il Cittadella a essere stato perfetto finora.
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