Come scrive Bresciaoggi, l’intenzione reale di Pasini è fare di tutto per presentarsi da subito con i simboli del vecchio Brescia: la V bianca sulla maglia, soprattutto il marchio con la Leonessa sulla V bianca, tratto distintivo dell’era Corioni. Era stato proprio Gino Corioni, che ha guidato la società dal 1992 al 2014, a rivolere la V sulla maglia dopo anni di divise anche bellissime ma che con la V sono non solo caratteristiche ma sono un vanto mondiale nell’estetica dell’abbigliamento sportivo: «Pasini avrà senz’altro la sensibilità di capire il valore del logo e dei colori sociali», aveva detto la sindaca Laura Castelletti nell’ultimo Consiglio comunale dedicato tra l’altro a questa vicenda.
Il marchio del Brescia è oggetto di un contenzioso fra la famiglia Corioni e Massimo Cellino. La curatrice, la dottoressa Barbara Lazzari, lo ha in mano. Ha avuto contatti con Pasini, ma c’è di mezzo un procedimento e non dipende solo dalla dottoressa Lazzari o da Pasini. E questo fa capire che, se non ci sarà qualche simbolo all’inizio, Pasini vuole essere a capo di una società che rispetti profondamente la storia da cui proviene: da bresciano lo sente davvero. Vuole che sia il Brescia. Con altri giocatori, con una nuova guida, con uno staff tecnico che ha il cuore biancazzurro fin dall’infanzia, ma con il suo stadio, la sua maglia, i simboli di sempre.
Intanto la prossima mossa di Pasini sarà formare definitivamente la compagine societaria, con imprenditori appassionati che garantiscano, oltre all’amore per la causa, la solidità economica e, dunque, una continuità di decenni. I programmi parlano di un biennio per ritrovare la Serie B e 5 anni per riportare la serie A al Rigamonti. Tempi ragionevoli, nemmeno lunghissimi.
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Tutto sommato sono tempi ragionevoli per: Ricreare tutto il settore giovanile Rifare lo stadio Rigamonti (dal 2026/2027) Costruire un centro sportivo o Ammodernare il San Filippo Costruire una squadra che possa fare il doppio salto. Quindi piuttosto di fare altri 5/6 anni in B nella mediocrità Celliniana, meglio una programmazione seria con basi solide! D’altra parte gli imprenditori bresciani stanno zitti e lavorano senza fare PROCLAMI. E ad oggi tutti brancolano nel buio, tra giornali e tifosi, perchè fino a quando Pasini farà la prima conferenza stampa vera e propria dove illustrerà tutto e spiegherà cosa era e cosa sarà!… Leggi il resto »
La cosa più importante è la programmazione….la serie A può attendere anche perché non è che prima di Pasini la si frequentasse frequentemente…… per lo più in malo modo…..bisognerà lavorare sul settore giovanile……esser pronti per il gran evento quando succederà……
Una città come Brescia non può non puntare subito alla B stiamo parlando di B non di A
Una città come Brescia ha rischiato di sparire dal calcio! Non cominciamo con inutili pressioni.Negli anni 80 ci vollero 3 anni; poi si andò direttamente in A nel 1985-86.Quindi calma e lasciamo lavorare la nuova società!!
Cominciom mia a romper.
Ricordatevi che sale solo la prima in classifica, poi spareggi infiniti e ne va su una.
E’ un campionato difficilissimo, penso il più difficile.