Chi aspira a vincere il campionato deve imporre timore, non subirlo. Il Vicenza un anno fa agiva così: passava spesso in vantaggio e poi, con calma, gestiva quanto costruito all’inizio. Al Brescia di Eugenio Corini, con 10 punti nelle prime 4 giornate (un risultato soddisfacente, per evitare equivoci: non è il pareggio di Trento a far riflettere), manca ancora la continuità nel gioco e il controllo costante della partita. Non si può pretendere di averlo per 90 minuti su 90, o per 38 partite su 38, anche per la bravura degli avversari. Tuttavia, una squadra pronta a vincere non può offrire spesso coraggio ai rivali, all’inizio o alla fine, come nelle ultime 3 sfide contro Pergolettese, Desenzano e Trento.
Le basi sono solide: un solo gol subito e 341 minuti di imbattibilità per Zacchi, superato solo dall’ex Morosini al 19’ del primo tempo del debutto contro il Carpi. Nelle successive 3 gare le avversarie non hanno creato grandi pericoli. La continuità nel gioco, che nelle intenzioni di Corini dovrebbe essere dominante per una squadra che punta apertamente al successo, è carente. Per raggiungere l’obiettivo serve maggiore incisività: nonostante le occasioni, solo 5 gol. Finora il Brescia dominante e in controllo si è visto solo al debutto contro il Carpi, riportato in gara da un errore individuale.
A Crema e Trento il Brescia ha sofferto nel primo tempo, salvato in entrambi i casi dai legni (palo di Pala della Pergolettese, traversa di D’Inzino del Trento). Alla distanza il Brescia è emerso: a Crema Sina ha segnato al 97’, a Trento al 96’ ha trovato il portiere sulla sua strada. Questione di centimetri. A Trento si sono viste due squadre diverse: incerta e timorosa nel primo tempo, con rare occasioni avversarie a tu per tu col portiere; aggressiva e di qualità nella ripresa, frenata dalla prestazione di Barlocco, giustamente il migliore in campo, e dalle decisioni dell’arbitro Striamo di Salerno: è difficile accettare la mancata concessione del rigore all’inizio del secondo tempo per il colpo alla caviglia di Mehic su Crespi.
Solo il Brescia può fermare il Brescia nella corsa alla promozione diretta. La rosa è di valore e permette diverse varianti, nonostante un numero non trascurabile di infortunati: domenica erano sei. L’impeto iniziale del Trento è derivato anche dalla formazione, con un centrocampista adattato a difensore, sebbene Balestrero abbia giocato spesso arretrato, specialmente nell’anno di B con la Feralpisalò, e un difensore, Sina, sulla linea mediana. È vero che davanti, oltre a Crespi, c’erano due giocatori offensivi come Rizzo Pinna e Pellegrini, ma per tutto il primo tempo non si è visto un pallone giocabile. La situazione è migliorata nella ripresa.
La difesa impermeabile è un’ottima base. Ma chi vuole vincere il campionato deve incutere timore, non provarlo.



Questo è Onion e di Brescia ha solo il nome, venendo da Salò. Prego in ogni caso. P.s.: siccome si chiama tifobrescia, magari vai TU su tifounionbrescia, se c’è.
Difesa top fino a quando gli avversari hanno i piedi a banana…..
Union, grazie. Brescia è però meglio. Vai a tifare sul sito dell’under 16
Con Corini Onion sale subito. Sono serio e sincero. Squadra fuori categoria e girone facilissimo.
No e la prima volta che c é una formazzione sbagliata da corinî se vince giovedi ok altrimenti cé da pensare per il suo futuro
Corini è inadatto, se arriviamo in B c’è da pensare di sostituirlo, serve gente con idee, non uno che schiera il 20% della formazione fuori ruolo e che basa 45 minuti del proprio gioco sui retropassaggi al portiere e che lo incarica di rimesse lunghe sperando che vengano intercettati dal metro e ottantacinque di Balestrero o Crespi.
E magari cominciare a far gioco …. Basta palle lunghe del portiere!
E segnare quando capita l’ occasione.
Era sbagliata la formazione contro il Trento e da quando l’hanno cambiata avevamo girato molto bene ma, eravamo cotti nel momento giusto!