Per ora episodici, il prossimo step è il bel gioco

Il gioco latita e il ritmo è ancora lento, soprattutto contro Pergolettese e Desenzano: ma quello che conta è il primo posto.

Finalmente il derby sorride al Brescia. Per una squadra che lo scorso anno aveva reso le sfide provinciali un piccolo incubo, con soli due punti in quattro scontri contro Lumezzane e Ospitaletto Franciacorta, non è un dettaglio trascurabile. La vittoria sul Desenzano vale tre punti importanti, mantiene i biancazzurri in vetta insieme al Cittadella e soprattutto rompe un tabù. Tuttavia, resta l’impressione che, per rispondere alle ambizioni e alla qualità della rosa, il Brescia debba ancora progredire. Vincere è fondamentale, specialmente in un derby. Eppure, domenica sera al Rigamonti non tutto è andato come previsto. Non tanto per la gestione tecnica, quanto per un atteggiamento che, dopo il vantaggio, è apparso meno aggressivo e deciso. Il Brescia ha segnato l’1-0 al quarto d’ora con il tap-in di De Maria e, invece di sfruttare l’onda del gol per chiudere la partita, ha permesso che restasse aperta fino al triplice fischio. Un rischio da evitare in futuro.  

Cosa c’è da migliorare? Qui emerge il principale rammarico della serata. Il Brescia poteva contare sul fattore Rigamonti, sull’entusiasmo per tre vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia e su una rosa pensata per un calcio di qualità. Tutte le condizioni erano presenti per accelerare il ritmo. È mancata invece la continuità della pressione, la ricerca del secondo gol e, in certi momenti, la cattiveria agonistica necessaria per prendere il controllo definitivo. Anche quando il Desenzano sembrava cedere, il Brescia non ha trovato lo spunto per generare occasioni pericolose.  

Questo non significa ignorare i meriti del Desenzano. La matricola gardesana ha disputato una partita ordinata, compatta e intelligente, ben preparata da Marco Gaburro. Ha saputo limitare gli spazi e impedire al Brescia di attivare con regolarità i suoi elementi di maggior valore. Il Desenzano ha svolto bene il proprio compito, mentre il Brescia non ha sempre avuto la determinazione o i mezzi per ostacolarlo. Le fasce esterne, ad esempio, sono state poco utilizzate. In trequarti, Rizzo Pinna è stato controllato con efficacia dalla difesa gardesana e non ha trovato spazio per dare slancio alla gara; Marras, inserito nella ripresa per aggiungere imprevedibilità e qualità, non era ancora in piena forma. Il suo impiego, definito da Eugenio Corini un “rischio calcolato” in conferenza stampa, ha suscitato perplessità nel presidente Giuseppe Pasini. Ora il problema è anche fisico: l’infortunio subito dall’ex Reggiana nel finale potrebbe comportare un lungo stop, proprio alla vigilia di un impegno di rilievo.  

Domenica 13 settembre, alle 21, il Brescia sarà impegnato allo stadio Briamasco contro il Trento. Si tratta di una prova reale contro una squadra che alzerà il livello e consentirà di valutare i margini di crescita dei biancazzurri. Se il derby ha richiesto soprattutto attenzione e concretezza, in Trentino serviranno anche personalità e capacità di imporre il proprio ritmo. Resta da verificare se la squadra riuscirà a giocare con maggiore continuità e se i suoi elementi di qualità avranno gli spazi per fare la differenza.  

Sarà in palio anche la possibilità di restare in vetta insieme al Cittadella, altra formazione nata con l’ambizione della promozione diretta in Serie B. Un confronto a distanza ancora prematuro, ma già significativo per una squadra che non nasconde le proprie aspirazioni.

Redazione

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9 Commenti
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NygaardLeggenda
10 ore fa

IL TIMORE NON E’ IL BEL GIOCO O IL NON GIOCO.. il timore è non fare punti, ed avere una marea di gente rotta, causa errori di scelta tecnica, errori dello staff medico (che reputo insufficente già dall’ anno scorso), rotti per errori nei ruoli… a me di vincere con un roboante 4 a 0 a Crema, non me ne fregava nulla..l’obbiettivo è non prenderle e fare punti..ci preoccuperemo, se saliremo in B, di bel gioco e moduli virtuosi.

HAGI
20 ore fa

Ha ragione il mister e hanno ragione Mario e il Vecio. L’importante sono i 9 punti. A caldo e per uno che è allo stadio, magari la valutazione è un po’ più severa ma va bene così. Dico solo che se iniziamo a fare i calcoli alla terza di campionato e gestire il risultato di un gol di vantaggio non va bene. Si gestisce quando sei sul 2/3 a 0. La squadra è un po’ troppo attendista, troppo prudente però ci sta’ dai. Ora testa alla prossima con meno smanceria e più cattiveria agonistica. Abbiamo una squadra tosta, perché rischiare… Leggi il resto »

Commento da Facebook
1 giorno fa

Ma quale bel gioco? in serie C? Conta solo vincere il campionato e uscire da questo inferno!

Commento da Facebook
1 giorno fa

Ma quando mai avete visto giocare bene il Brescia con corini l’incapace se non lo cacciano al più presto non saliamo neanche quest’anno.

Ruggero
1 giorno fa

Prima i punti, poi se arriva anche il bel gioco bene, altrimenti pazienza

Commento da Facebook
1 giorno fa

Ero allo stadio domenica sera…il Brescia è sicuramente una bella squadra …. però ha un gioco che fa’ sbadigliare
Penso che con una rosa del genere si possa anche far divertire i propri tifosi non solo vincendo ma anche giocando bene.
Forza Brescia sempre 💪

Mario
1 giorno fa

Ma siamo in serie C !!!
Che bel gioco vuoi vedere ???
Se quasi tutte le squadre si chiudono davanti al portiere e randellano come fabbri ?!?
Quasi tutti che pensano che dobbiamo uccidere il campionato e vincere le partire con 4 o 5 gol !?!
Ricordo che non siamo il Barcellona!!!

Vecio
1 giorno fa
Reply to  Mario

Ben detto Mario. Qui tutti allenatori di squadroni e tutti bravi a criticare. Non si ricordano che il Vicenza l’anno scorso ha vinto quasi tutte le partite con un gol di scarto (e senza dare spettacolo…)

W la V
1 giorno fa

L’anno scorso con le prime della classe c’era partita e risultato. Quest’anno anche meglio?

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