La fine del Brescia Calcio, con i suoi 114 anni di storia, ha scosso l’intera comunità sportiva biancazzurra, lasciando un senso di vuoto tra i tifosi e la città intera. A parlare con voce rotta dall’emozione è Enzo Ghidesi, leader della Curva Nord Brescia. Il suo sfogo è fatto di pensieri amari: «Vedere sparire 114 anni di gloriosa storia è stato drammatico. Per coloro che amano il Brescia è stata una giornata triste», afferma Ghidesi. Un epilogo incomprensibileIl dramma sportivo vissuto dai sostenitori delle rondinelle è tangibile: «In molti, compreso il sottoscritto, hanno versato lacrime per questa fine ingloriosa. È un epilogo incomprensibile».
Lo sguardo è pieno di amarezza, ma anche di rabbia: «Rimane indecifrabile come una persona possa arrivare al punto di creare una certa situazione volta a rovinarci di proposito, infangando il nostro onore e oltraggiando la nostra storia, solo per vendetta. A nostro parere – prosegue – si tratta solo di una vendetta nei confronti di Brescia, della città e della sua tifoseria».Ma il tifo organizzato non si arrende: «Come accade nella vita, i drammi si superano, a fatica ma si superano. Così faremo anche questa volta. Tutti uniti», l’impegno lanciato dalla Curva Nord che resta in attesa di notizie ufficiali prima di prendere una posizione.
Silenzio pieno di significato da parte del gruppo Ultras Brescia 1911 – Ex Curva Nord, ancora provato dalla recente decisione del Questore ad aver recapitato a quattro membri un foglio di via. La loro voce, però, non si spegne: continua a vivere sui social e attraverso l’Associazione di Promozione Sociale «Tifosi del Brescia 1911», che ha indirizzato una richiesta formale a Fifa, Figc e al Presidente del Consiglio Direttivo perché si intervenga sulla crisi, riaffermando la volontà di ripartire da zero, senza scorciatoie né trasformazioni artificiali al grido «Io non tifo Salò».
Nel dolore collettivo si alza anche la voce di Marco Bertoletti, del Brescia Club Vittorio Mero, che descrive lo stato d’animo di migliaia di tifosi: «È difficile trovare le parole giuste per raccontare il misto di delusione e rabbia che proviamo. Perché il Brescia Calcio non era solo una squadra, ma un pezzo della nostra identità, della nostra storia cittadina». Sentimenti contrastantiMomenti condivisi tra spalti, emozioni vissute in prima persona: «Abbiamo visto campioni vestire la nostra casacca, abbiamo esultato per promozioni e sofferto per retrocessioni, ma in ogni momento c’era la consapevolezza di far parte di qualcosa di grande, di una tradizione centenaria», ricorda Bertoletti. E ora? Resta il tema della transizione con la Feralpisalò di Pasini.
Un’ipotesi che suscita sentimenti contrastanti: «È una prospettiva che richiede un tale sforzo di adattamento da generare smarrimento e resistenza. Una trasformazione profonda dell’identità della squadra», ammette Bertoletti. In queste ore sui social prevale una riflessione condivisa da molti tifosi: «Se questa è l’unica prospettiva concreta per garantire un futuro al calcio a Brescia, allora è necessario guardare avanti e cercare di accettare questa nuova avventura», scrive un tifoso. «Ogni inizio, per quanto travagliato, può portare a nuove opportunità e a una nuova storia da scrivere», sottolinea un altro.Brescia, ferita ma non sconfitta, prova a guardare avanti. Nella consapevolezza che, anche quando una pagina si chiude, un’altra può essere scritta. Con la passione di sempre.
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Sarebbe interessante avere due squadre ed un derby cittadino
Sempre dalla parte degli Ultrà a prescindere dai colori
Real leonessa
Praticamente riassumendo
Caso 🅰️
Scegliere di tifare una squadra che era il salò con meno di 20 anni di storia che cambia nome in brescia.
Caso 🅱️
Tifare il titolo sportivo del brescia calcio
Iscritta in eccellenza (perché quel figlio di p. Di cellino farà ostruzionismo fino alla fine iscrivendo la squadra anche in terza categoria)
Real leonessa
La scelta è difficile, qui a Vicenza ha lasciato gente a casa perché si basava sulla matricola… la realtà dice che nel calcio moderno ormai queste cose sono all’ordine del giorno… e quando alla domenica hai una squadra che rappresenta la tua città e i tuoi colori dentro al tuo stadio, quella è la tua squadra…. perderete qualche tifoso per questa cosa, ne acquisterete altri, qualsiasi scelta uno faccia è rispettabile, sia chi si attacca alla matricola, sia chi decide di seguire il nuovo corso… preparatevi a subire lo scherno di tutti perché vi chiameranno Salò, ma fa parte del… Leggi il resto »
Da salerno forza brescia
Avrei preferito una persona che iniziasse dalla D con un progetto nuovo. Ma questa è la conferma che a nessuno imprenditore frega nulla del calcio a brescia.
99% vs 1%. I tifosi sono divisi. Mah
Bel articolo da far leggere ai beoti che qua sotto esaltano il progetto de “la cosa” di Pasini senza un minimo di senso critico.