Come scrive Il Giornale di Brescia, Prima di tutto, si sono riviste compattezza e unità d’intenti. L’impegno non era mai mancato, nemmeno nelle peggiori sconfitte, e questo era chiaro a tutti: ma mancava quell’aura da gruppo speciale quale il Brescia era diventato lo scorso anno e che è stato fino alla primissima tranche di questa stagione prima di farsi fiaccare da traversie ed eventi che lo hanno fiaccato e risucchiato in una spirale nera. Al «Picco», risultato (essenziale) a parte, si è visto innegabilmente un Brescia diverso che non a caso è riuscito a tirare fuori quelle cose che Maran intravedeva, ma non riusciva mai a far affiorare.
E se lo Spezia, la squadra che più segna da ferma non ha tradotto in gol nemmeno uno dei 15 corner calciati, non c’è stato solo il demerito dei casalinghi. Sono girati bene anche gli episodi. Ma è sempre così: ti gira bene se innanzitutto ti predisponi a fartela girare bene. E questo è un bel punto (anzi sono 3 punti, esclamativi) di ripartenza insieme alla considerazione che aver ritrovato la squadra al centro del villaggio è stata la più bella riscoperta. E deve essere il preludio alla riconquista di Mompiano: vincere col Mantova vorrebbe dire ritrovarsi a metà, abbondante, dell’opera. Non farlo, guai ora ad abbassare concentrazione e tensione, significherebbe ritrovarsi ancora stritolati negli infernali meccanismi della serie B. Ma i condizionali, stanno a zero, contano le certezze: quelle che il Brescia ha appena ritrovato. Tra muri e arieti. Con i muri e con gli arieti.
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Quota salvezza intorno ai 44-45 punti… Ne mancano ancora parecchi e c’è grande bagarre, quindi bene ieri ma meglio volare bassi.
Ben detto! VOLARE MOLTO BASSI! La serie B è una corsa folle: se ne vinci una ti rilanci, se ne perdi un’altra sei di nuovo al punto di prima, con meno partite da giocare..