Come riferisce Bresciaoggi, la lunga primavera del Brescia inizia con una partita doppia: una la sta giocando Massimo Cellino per la cessione della società; l’altra la inizieranno venerdì sera, con l’anticipo esterno contro lo Spezia, Maran, il suo staff e la squadra sul campo per guadagnare la permanenza in Serie B.
In questi giorni si sono fatti appelli alla dirigenza, in primis al presidente, perché tenga tranquillo l’ambiente; ai tifosi perché in questa fase siano davvero il 12° uomo in campo; alla piazza di Brescia perché stia vicino e sostenga questa squadra. Ma in campo, alla fine, ci vanno i giocatori e non va mai dimenticato che sono gli stessi che un anno fa, insieme a Maran, di questi tempi stavano compiendo una rimonta-capolavoro che da novembre a maggio li ha portati dall’incubo dei play-out al sogno della Serie A, sfumata nel turno preliminare dei play-off.
Nonostante i risultati non all’altezza, nulla da eccepire sull’impegno, sulla dedizione, sull’attaccamento al lavoro di questi giocatori. Ma finora non è bastato e le 2 sole vittorie nelle ultime 23 giornate lo certificano impietosamente. Ma proprio ripensando a quel che stava accadendo un anno fa con questa squadra e con questo tecnico, non si può non avere fiducia per lo sprint-salvezza. E’ il momento di ritrovare la magia dello scorso anno. E non pochi di questi giocatori hanno vissuto pure la retrocessione di due anni fa.
Si trovano, dunque, nella possibilità di evitare gli errori che portarono alla discesa in Serie C del 2023 e con la consapevolezza, derivata dalla scorsa, splendida cavalcata del 2024, che arrivare al traguardo si può: ci sono i giocatori, c’è un allenatore che conosce questa squadra alla perfezione. E se si ritrova questa magia, anche il pubblico bresciano è pronto a lasciare da parte il pessimismo che lo contraddistingue e a farsi pilastro della rincorsa-salvezza.
La Serie B 2024-2025 è talmente di livello basso che il Brescia, nonostante le 2 sole vittorie nelle ultime 23 partite, è stato risucchiato in zona play-out soltanto dopo la sconfitta di Frosinone, all’undicesima giornata di ritorno. Per settimane in classifica si è visto rosicchiare il terreno sotto i piedi, restando in zona-salvezza con sempre meno punti di margine che si sono ridotti ai vantaggi negli scontri diretti e nelle ultime 2 settimane addirittura alla differenza reti.
Ora non è più così. La zona play-out è realtà. Il Brescia deve tornare quello di un anno fa.
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Ciro Corradini