Sandro Tonali è tornato a essere protagonista del centrocampo del Newcastle e della Nazionale dopo la squalifica per scommesse che lo ha colpito poco dopo il suo trasferimento in Inghilterra dal Milan.
“Non è esagerato parlare di una prima e di una seconda vita – ha commentato il centrocampista italiano classe 2000 al quotidiano La Repubblica –. Il mio stile di vita era negativo. Ero chiuso con tutti e questo mi faceva cambiare comportamento: anche con le persone che mi volevano bene e alle quali volevo bene. Ero così sia al campo di allenamento sia a casa, con amici e familiari. Oggi, per fortuna, sono diverso.”
“Non ricordo la prima, ma sicuramente è diventata un’abitudine a 17-18 anni. E la normalità quando ha cominciato a prendermi tanto tempo. Il fatto che fosse online mi oscurava da tutto, mi chiudevo nel mio guscio. Non sono mai stato introverso con famiglia e amici. Con i compagni e in ambito sportivo sì. Non per diffidenza, ma abitudine: fin da ragazzino ero sempre il più piccolo. È difficile che crescendo con gente più grande si diventi estroverso. Nei primi anni di Brescia mi isolavo, non condividevo i miei pensieri con nessuno.”
“Mi è capitato di pensare a quando potevo andare all’Inter. Non l’ho mai accettato: non perché non sia una squadra forte, ma non mi reputavo felice al 100%. Ogni giorno se ne parlava. Sentivo il mio procuratore e i dubbi erano grandi. La montagna che non volevo scavalcare. La chiamata di Paolo Maldini ha cambiato tutto, mi ha fatto felice e ho detto: “O vado al Milan o resto al Brescia”. Me l’ha trasmesso mio papà, questo legame col Milan. Facevo colazione con la tazza rossonera di Gattuso e quando si è rotta ho costretto mia mamma a sistemarla pezzettino per pezzettino. Quando il trasferimento si è concretizzato, ho chiesto a Rino il permesso di indossare la sua numero 8. Chi sono oggi? Uno che riesce a parlare con tutti: con chi ha bisogno di aiuto e con chi non ne ha. Una persona più disponibile e generosa. Non più solo dentro il campo.”
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Ha ammesso i suoi sbagli, ha pagato con la squalifica è giusto che abbia la sua occasione per riabilitarsi sia nella sua vita quotidiana che nel mondo del calcio.
Buona fortuna a te Sandro e che il Buon Dio ti assista sempre.
Se ti isolano nel Brescia vuol dire che sei da serie C
È tutto un mondo così… Il Milan ha venduto velocemente il giocatore. Senza saperlo? Siccome andrebbero segnalati giocatori che scommettono, perché non lo ha fatto? E il
Newcastle non andrebbe risarcito? Perché non ha fatto causa? Per stare in quel mondo devi farne parte. E basta vedere i risultati di fine stagione quando le squadre hanno ottenuto i propri obiettivi.
Bravo Sandro. Bravo ragazzo e calciatore stupendo. Hai sbagliato, hai pagato ed ora sei cresciuto più forte di prima. In bocca al lupo gnaro, te lo meriti
Fighet!!!
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Potevi startene a Sant’Angelo a scommettere…, muto!