Quello che poteva essere e che purtroppo non è stato: un pilastro. Emanuele Ndoj lascia definitivamente Brescia dopo oltre sette stagioni in cui ha collezionato 143 presenze con 12 gol e 11 assist. Ma non bastano i numeri per dire cos’è stato il giocatore albanese.
Arrivato giovanissimo dalla Roma, ha fin da subito dimostrato di essere uno dei pochi nelle rose dei vari con i piedi raffinati e una visione di gioco fuori dal comune. I problemi sono stati i troppi problemi fisici e soprattutto la scarsa tenuta mentale. Come lui ha definito il rapporto con i tifosi d’amore e odio, è proprio vero, sta tutto qui.
L’unico in grado di essere determinante, ma che poi in campo molte volte si rivelava un fantasma, quasi dando l’impressione di giocare in uno in meno. Eppure quando la palla passava dai suoi piedi, ci si poteva aspettare qualsiasi giocata: i gol su punizione o i tiri dalla distanza ne sono un esempio.
In tutti questi anni, con la parentesi del prestito a Cosenza andata molto male, Ndoj non ha mai tirato fuori il cento per cento delle sue potenzialità e il primo a dispiacersene deve essere lui stesso. I suoi periodi migliori sono stati l’anno della promozione (decisivo con il gol a Padova) e le prime partite del ritorno di Clotet, poi il nulla o quasi. Tanta panchina fino all’addio di quest’oggi, con la prossime destinazione che con tutta probabilità sarà Lecco.
Ndoj ha vissuto una guerra prima di tutto interiore e quindi merita rispetto: nessuno è contento quando un giocatore bravo, come è lui, non è capace di gestire la sua vita privata. Di occasioni però a Brescia ne ha avute tante e purtroppo non le ha sfruttate.
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E stato quel che è …ci vuole prima la testa che i piedi ( vedi gente come Gattuso che se non aveva la testa era un giocatore da serie C )
Sarebbe da serie a pultroppo manca la testa e la voglia di diventare un calciatore
Diciamola tutta la verità, sicuramente doti calcistiche non gli mancano, ma nel calcio non ci sono solo le giocate di classe, ci deve essere anche intelligenza calcistica nello stare in campo e ad ogni pallone giocato ci deve essere anche la dote di semplicità nel muovere la palla, anche i passaggi più semplici a volte sono fondamentali per un equilibrio nello stare in campo, altruismo, corsa, sacrificio, troppi palloni persi o gestiti banalmente, imprecisioni lui ne ha fatte vedere a bizzeffe purtroppo, scollegando la difesa con l’attacco, secondo me era limitato e nessuno se ne accorto prima? Ma daiiii. Ringraziamolo… Leggi il resto »
Piedi più che buoni, purtroppo non collegati alla testa 😡