L’ex centrocampista delle rondinelle ha parlato della sua esperienza dopo essere stato ceduto dal Brescia
Domenica pomeriggio il Como, battendo l’Alessandria, ha ottenuto la promozione in Serie B dopo 7 anni. Tra i protagonisti della cavalcata dei lariani c’è anche un ex giocatore del Brescia: Ismail H’Maidat. Arrivato in biancazzurro e ceduto alla Roma dopo due stagioni, ha attraversato un periodo difficile a causa dell’accusa per aver compiuto cinque rapine mentre era in Belgio. Passati dieci mesi e mezzo è stato scagionato e al Como è rinato. Il Giornale di Brescia lo ha contattato per realizzare un’intervista che riportiamo di seguito.
IL MOMENTO DIFFICILE. “Non lo so cosa mi sia successo in quel momento della mia vita… La mia vita non c’era più, il calcio poi era una cosa lontanissima. Ma sono riuscito a non crollare perché mentalmente sono stato forte e perché ho potuto contare sul sostegno di chi non ha dubitato di me come la mia famiglia e mia moglie Talal con il bambino Omar che mi sono sempre stati accanto. Sono uscito da un’esperienza che mi rimarrà dentro per sempre che non volevo più sentir parlare di calcio. Cercavo di capire cosa fare… Sono stato due mesi in questo stato mentre intorno la mia famiglia mi spingeva a ripartire e riprovarci in qualche modo“.
IL COMO. “Non era facile dare una chance a uno come me: loro hanno avuto il coraggio e oggi io sono felice di aver ripagato la loro enorme fiducia. Sono maturato, ho avuto modo di capire cosa ho sbagliato quando ero un ragazzino“.
BRESCIA. “A Brescia penso di essermi sempre comportato bene e ho avuto un bel rapporto con Javorcic, Calori, Iaconi. Dei ragazzi con cui ho giocato mi sento ancora con Benali e Edo Lancini, poi ho rapporto col dirigente Piovani“.
Seguici su
Aggiungi tifobrescia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


