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Virtus Entella-Brescia, il presidente Gozzi: “Legato all’ambiente bresciano, ma venderemo cara la pelle”

Il presidente della Virtus Entella si è concesso al Giornale di Brescia per un’intervista in vista del match di sabato

Sabato è in programma una vera e propria sfida salvezza tra la Virtus Entella e il Brescia. Il presidente della formazione ligure, Antonio Gozzi, è stato intervistato dal Giornale di Brescia toccando diverse tematiche: Cellino, Corioni, Morosini e Ninkovic.

GOZZI PRESIDENTE DEL BRESCIA.Se ho mai pensato di prendere il Brescia? Francamente no, anche se il povero Gino ci aveva provato più volte a convincermi… Una volta ero nell’albergo dove il Brescia solitamente passava il suo ritiro pre gara e il direttore sportivo Gianluca Nani mi disse: “Lei è un uomo d’Eccellenza perché non prende il Brescia?”. Io gli risposi che in Serie B ci sarei arrivato con la mia squadra. E così è stato…“.

SPAREGGIO ANTICIPATO.Non mi aspettavo che questa partita l’avrebbero giocata due squadre in un momento tanto delicato. Soprattutto credevo che noi non ci saremmo trovati in questa situazione. Sapete tutti come sono legato all’ambiente bresciano, ma venderemo cara la pelle.

LA SITUAZIONE DEL BRESCIA. “La B è un campionato molto difficile che vive di equilibri precari. Il Brescia viene dall’esperienza in A e dalla retrocessione che non è mai un’esperienza facile. All’andata ero al Rigamonti e ho trovato uno stadio modernizzato, decisamente migliorato. E ho capito l’impegno di Cellino. Io credo che il Brescia ce la farà e anche bene, anche se capisco i tifosi che si aspettavano altri traguardi. Auguro al Brescia e al suo presidente di concludere al meglio la stagione“.

A PROPOSITO DI CELLINO.C’è stima reciproca, è un grande uomo di calcio che può insegnare a tanti di noi. Spesso discutiamo di problemi legati alla Lega e sovente abbiamo visioni comuni“.

INCROCI DI MERCATO.Morosini fin qui non è stato fortunato, ma sono sicuro che ci darà una grossa mano. Ninkovic lo aspettavo qui perché avevamo già spedito il contratto firmato da noi al suo procuratore, fatto sta che come accadde con Curcio che aveva lo stesso agente, all’ultimo il giocatore ha virato sul Brescia. Mah, forse il richiamo della piazza più grande. Certo però in questo caso dico “grazie Brescia” perché mi ha evitato forse una rogna“.

IL MONDO DEL CALCIO.Ho cercato di applicare la razionalità del lavoro al calcio, ma mi sono accorto che non è possibile. A Brescia ho le mie radici, il mio lavoro e dove tra poco, a San Zeno, investirò qualcosa come 180 milioni, assumendo 150 persone all’altezza, per il polo siderurgico più grande dell’Europa. Il calcio è invece fatto di gioie e dolori, e le gioie sono indimenticabili. Anche se mi rimprovero la sottostima della stagione corrente dove credevo che, con i problemi legati al Covid, noi avremmo avuto meno da perdere rispetto ad altri”.

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