La stagione dell’Union Brescia 2026/2027 entra nel vivo oggi, ma sembra di essere tornati indietro di un anno. Invece di concentrarsi su questioni di campo e di mercato, l’attenzione è rivolta agli eventi extracalcistici. Oggi non è un lunedì qualunque, ma uno che potrebbe determinare il futuro dei colori biancazzurri. L’appuntamento è fissato alle 15 a Desenzano per l’asta per l’acquisto dello storico marchio del Brescia Calcio «e relativi segni distintivi», ovvero la fatidica «V». L’altro fronte potrebbe aprirsi a Brescia, in tribunale, con la richiesta di Massimo Cellino del concordato preventivo in bianco, una strategia individuata dai suoi legali per evitare il fallimento del Brescia Calcio. Il giudice Alessandro Pernigotto, dopo l’udienza di giovedì scorso, si è riservato di decidere e oggi potrebbe arrivare il «nero su bianco». Tuttavia, Cellino sta cercando di partecipare anche all’asta per il marchio.
Un mese fa è stato pubblicato un avviso di vendita relativo all’affidamento in licenza d’uso esclusiva del marchio storico «Brescia Calcio 1911» e relativi segni distintivi. La base d’asta per la licenza è di 50.000 euro, con una durata di tre anni prorogabile automaticamente di anno in anno. La presentazione delle offerte è scaduta venerdì 10 e doveva essere effettuata tramite invio di una PEC. Ciò significa che chi oggi aggiudicherà il marchio storico conosce il numero di offerte pervenute, ma solo dalle 15 saprà da chi.
«Non saremo gli unici, mi aspetto che anche altri partecipino all’asta», ha dichiarato lo scorso 4 luglio il presidente dell’Union Brescia Giuseppe Pasini, che è determinato ad accaparrarsi quanto verrà «battuto» oggi pomeriggio. Questa promessa è stata fatta a se stesso e soprattutto ai tifosi circa un anno fa, il 17 luglio 2025, quando è nata l’Union Brescia.
Quel ponte tra passato e futuro permette al Brescia di vivere al meglio il presente.
Alle 15 si saprà se l’unica offerta ricevuta sarà quella dell’Union Brescia, o se magari lo stesso Cellino non abbia deciso di fare un’offerta. Oppure, se stia preparando un’altra battaglia legale sull’utilizzo di terzi. È chiaro che questa vicenda si intersecherà con quanto accadrà eventualmente in città, in tribunale, per un altro capitolo (stavolta però presumibilmente molto importante) di una storia che sembra non avere mai fine.
Seguici su
Aggiungi tifobrescia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Vinceremo.
Cellino spaca mia i coioni anco’
Ma sai in Italia le cose non funzionano mai x il verso giusto speriamo bene avanti Union 💙🤍💙🤍
Giuseppe Pasini: È a capo del Gruppo Feralpi, un colosso siderurgico che supera i 2 miliardi di euro di fatturato annuo e vanta un patrimonio netto di circa 1 miliardo di euro.Massimo Cellino: Il suo patrimonio personale non è paragonabile a quello di un grande industriale dell’acciaio. In passato, le cronache giudiziarie hanno indicato un valore di sequestro preventivo cautelativo a lui riconducibile di circa 55 milioni di euro (poi annullato in Cassazione).Mentre Cellino ha costruito la sua ricchezza principalmente come dirigente e proprietario nel mondo del calcio, Pasini gestisce una multinazionale di famiglia da oltre 1.600 dipendenti.