Fino al 16 luglio, Brescia era in preda alla disperazione, al dolore e all’incredulità per la scomparsa della propria squadra del cuore, dopo 114 anni di storia. Questa tragica fine era stata causata dalla ripicca di un presidente spesso maltrattato, ma che aveva ricambiato Brescia con gli interessi, facendo pagare alla città, alla comunità sportiva e alla tifoseria un prezzo esagerato, sproporzionato e immeritato.
Sebbene Brescia abbia le sue pecche, e il suo amore per la squadra di calcio non sia viscerale come in città vicine, chi vive e respira biancazzurro ha sofferto molto più di quanto avesse mai immaginato. Questo dolore è ancora vivo e lancinante, e ci vorranno anni prima che guarisca completamente.
Per fortuna, il 17 luglio, giorno del compleanno del Brescia che fu (17 luglio 1911), si è svolta a Palazzo Loggia la presentazione in pompa magna del progetto Union, fortemente voluto da Giuseppe Pasini. In poco più di un mese, Pasini è riuscito a coinvolgere le migliori forze imprenditoriali del territorio, coronando il sogno che tanti bresciani coltivavano da anni, in primis Gino Corioni, il presidente migliore della storia.
Fin dal primo giorno, la società ha lavorato sodo. La squadra, dopo un cambio di allenatore (da Aimo Diana ad Eugenio Corini, sempre nel segno della brescianità), si è affermata nell’alta classifica del girone A della Serie C. Al termine del girone d’andata, si trovava al terzo posto con 36 punti, uno in meno del Lecco, secondo, e a 13 dalla capolista Vicenza, l’unica squadra imbattuta nel calcio professionistico italiano.
“Questo sarà il Brescia dei bresciani”, il mantra di Pasini fin dal primo giorno. Lo è per la coincidenza nel giorno di nascita, lo è per il debutto ufficiale (17 agosto, 2-1 alla Dolomiti Bellunesi al Rigamonti per la prima di Coppa Italia: è il giorno del compleanno di Pasini), lo è perché gioca al Rigamonti, e perché la stragrande maggioranza di chi vive e respira biancazzurro si identifica in questo progetto. Le prospettive sono incoraggianti.
Si spera che il 2026 porti il ritorno immediato in Serie B. Nulla è perduto: c’è la possibilità di tornare direttamente in B, e se il Vicenza dovesse continuare a dominare, ci sono i play-off come alternativa. C’è anche il mercato di gennaio. Soprattutto, si è tornati a vivere un’estate in apnea. Il futuro è pieno di speranza.
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Ma la rinascita di cosa? Della feralpi che punta alla serie b giocando a Brescia?
Vomitevole articolo con narrazione vergognosamente al servizio del padrone nuovo…. Che schifo…
Esiste solo un Brescia, ed è nato nel 1911
Ferretti è giovane e inesperto. Ma Lui lo vuole così per poter comandare a piacimento. Visto mai che arrivasse la B e potersi intestare ol “miracolo”… un altro. Ridicolo, egocentrico e pericoloso
🍌🍌🍌🍌🍌 paiaso strisciato
forza brescia forza pasni ma via subito ferretti
Descrizione accurata e fedele a tutto ciò che accaduto.
….e ancora forza Brescia!