Ai microfoni de Il Giornale di Brescia, Vincenzo Guerini ha parlato su quanto sia difficile il campionato di Serie C, definendolo il più difficile d’Europa. Ecco le sue parole: “Da quest’anno seguo il Brescia con un altro spirito: mi sento un bresciano che va a vedere il Brescia. Il Brescia è stato per me il sogno da bambino e sabato ho respirato quest’aria. Vedere la gente incitare convinta, tanti ex calciatori lì a respirare tutti insieme l’atmosfera del Rigamonti: non avete idea della felicità e della serenità che ho provato. Per questo tutti devono dare una mano a questa realtà. Io, che quest’anno festeggio 55 anni di calcio, so cosa vuol dire ripartire da zero da una categoria inferiore, una società nuova, tutto nuovo, cambiare mentalità. E mi ha fatto un enorme piacere sentire che, nonostante non sia stata certo la partita migliore del Brescia, c’è solo positività.
Quando ho sentito il presidente Pasini affermare nel suo programma che il progetto per andare in B è triennale, ho pensato che finalmente c’è qualcuno che ragiona con la testa e non con frasi fatte da dare in pasto ai tifosi. Intanto abbiamo una società forte. Molto forte. Basta dare un’occhiata ai nomi del Cda… Una società che, pur potendo, non fa il passo più lungo della gamba e ragiona. Ha costruito una squadra per porre le basi per la promozione, con criterio e sono sicuro che stanno lavorando per fare l’anno prossimo una squadra ancora più forte. E se lavorano in sinergia possono solo crescere ed arrivare lontano. Un bresciano che ha due soldi non ha titubanza ad aiutarli e ad andargli incontro. A differenza di chi c’era prima al quale saresti andato incontro con altro..
Non mi aspetto e non pretendo nulla da questo primo anno perché so bene come è la C: un campionato terribile, il peggiore d’Europa: 60 squadre e solo tre vengono promosse subito con la quarta che deve fare quasi un altro campionato. Servono forza, bravura e pure fortuna. Poi, se le cose andranno come tutti speriamo, tutto di guadagnato. Mi auguro solo, anche se so che questa società non ha bisogno dei miei consigli: che venga creato un settore giovanile forte. Una grande provincia come la nostra offre molto e vedere ragazzi andare altrove, mi fa piangere il cuore.”
Seguici su
Aggiungi tifobrescia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Pienamente d’accordo