Come riportato dal sito ufficiale, sarà una serata di calcio ma anche di emozioni quella di domenica 21 settembre, quando scenderemo in campo contro la Giana Erminio alle 20.30. Prima del fischio d’inizio, infatti, lo stadio Rigamonti renderà omaggio a due bandiere che hanno scritto pagine indelebili della storia biancoazzurra: Stefano Bonometti e Sergio Domini.
Il Presidente Pasini consegnerà a entrambi una maglia celebrativa, simbolo del legame eterno con i colori del Brescia. Poi, per la gioia dei tifosi, i due ex campioni compiranno un giro di campo, salutando il pubblico che li ha visti protagonisti in anni indimenticabili.
STEFANO BONOMETTI, CAPITANO TRA I CAPITANI
Primatista assoluto di presenze con la maglia del Brescia, Stefano Bonometti rappresenta la fedeltà e la sostanza. Centrocampista di gamba e di cuore, ha legato praticamente tutta la sua carriera alla sua città, eccezion fatta per una sola stagione, quella 1989-90, vissuta con l’Ancona.
Con il Brescia ha giocato 421 partite di campionato, cifra che diventa 484 includendo Coppa Italia, Torneo Anglo-Italiano e altre competizioni. Un totale che sale addirittura a 548 presenze ufficiali calcolando anche le panchine. Dal 1985 al 1987 gioca due campionati di fila senza assenze. Numeri da record, accompagnati da 27 gol in campionato (di cui 3 in Serie A), 3 reti in Coppa Italia e una in Coppa Italia di Serie C.
Il suo esordio risale all’8 aprile 1979, in un Brescia-Sambenedettese 0-0, lanciato da Gigi Simoni. La sua ultima partita con la maglia biancazzurra porta invece la firma di un’altra grande figura del calcio, Edy Reja, il 9 giugno 1996, nella vittoria per 2-1 a Cesena che valse una salvezza memorabile. In tutto, 17 stagioni in campo, sotto la guida di ben 18 allenatori diversi: una vita in biancoazzurro.
SERGIO DOMINI, CLASSE E GRINTA
Se Bonometti è stato l’emblema della longevità, Sergio Domini è stato il simbolo della fantasia e del coraggio. Arrivato a Brescia nel 1991, vi è rimasto tre stagioni, due in Serie B e una in Serie A, sotto la guida di Mircea Lucescu.
Con i colori biancoazzurri ha collezionato 86 presenze complessive, comprese quelle nei playoff, e realizzato 8 gol in campionato (di cui 1 in Serie A), oltre a un gol nello spareggio salvezza di Bologna contro l’Udinese. Amatissimo dai tifosi per la sua capacità di unire estro e combattività, Domini ha lasciato ricordi vivissimi di un calcio che sapeva emozionare.
RICORDI DI WEMBLEY E DEL CAMP NOU
Bonometti e Domini sono stati protagonisti insieme di alcuni capitoli che hanno fatto la storia del Brescia. Su tutti, la finale del Torneo Anglo-Italiano del 1994, giocata a Wembley e vinta dai biancoazzurri contro il Notts County grazie al gol di Gabriele Ambrosetti.
Pochi mesi dopo, nell’agosto 1994, furono ancora insieme in campo nel prestigioso Trofeo Gamper al Camp Nou di Barcellona, affrontando il Barça di Johan Cruijff, che schierava tra i tanti campioni Hagi e Guardiola. Momenti che restano scolpiti nella memoria dei tifosi.
UNA SERATA DI CALCIO E MEMORIA
Domenica il Rigamonti non sarà solo teatro di una sfida di campionato, ma diventerà una vera e propria festa. L’applauso dei tifosi a Stefano Bonometti e Sergio Domini sarà il modo migliore per ricordare che le vere bandiere non si dimenticano mai: restano, per sempre, nel cuore della gente che ama il Brescia.
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Cosa c’entrano con Union? Le vecchie glorie del Lonato e del Salò dove sono ?
Comunque ci sta , chi oggi ha cambiato squadra effettivamente una volta era loro tifoso.
Anche queste celebrazioni fan parte del camuffare la realtà.
Saranno complimentosi verso Union per farsi belli ai più.
Solo il Possa ha accennato la verità per essere subito insultato.
I nomi leonessa, i nomi !!!!
Nomi dei dirigenti, della società, della categoria e del campo dove si gioca.
Dai i nomi così i 9000 di stasera non cambiano squadra.
Lo spot è sempre lo stesso, anche i muri hanno capito.
I nomi per proseguire col vero Brescia.
Dacci i nomi e ti seguiamo
Chi considerava la maglia la priorità, a malincuore oggi non tifa più nessuno.
Chi considerava la priorità il poter tifare ” una ” squadra, ha cambiato squadra.
Per avere altri nomi rispetto a Union ci voleva o che non venisse creato Union ( scelta più dignitosa ).
O una volta creato Union che la sindaca aprisse il bando.
La sindaca ha riconosciuto Union ma se ci fossero stati sponsor e dirigenti veramente interessati nessuno vietava di partire dai dilettanti con altro nome.
La verità è che si è presentato solo
Pasini. Non c’è nessun altro leonessa.
Se non veniva creato Union pensi che Brescia rimaneva senza una squadra?
Ci sarebbero stati diversi interessati e non parlo di lo Monaco etc .
Meno di quelli che hanno creato Union, ma in eccellenza servivano molti meno mezzi.
E in lega pro la Brescia calcistica senza Union in 2 anni ci andava.
Inutile tirar fuori sempre il Livorno, ci sono andati Ospitaletto ( in 6 anni seconda categoria lega pro) ,Lumezzane, Salò e quasi Desenzano e Palazzolo.
Poi tornati in lega pro, magari ti comprava qualcuno , vedi Como risorto dai dilettanti.
Sì ma io ti sto’ dicendo proprio la stessa cosa.
Se c’era gente con le palle, con gli sponsor giusti e col denaro la seconda squadra nasceva in un batter d’occhio. Piacenza Varese sono realtà che hanno convissuto con 2 squadre della stessa città. Forse le hanno ancora: città di Varese varesina. Piacenza, pro Piacenza. Il problema è che, oltre agli spot, alle dichiarazioni, bisogna metterci soldi soldi e ancora soldi. Noi possiamo dire ciò che vogliamo ma si riduce tutto lì. Che ci sia Pasini oppure no.
Con Pasini fatto tutto in un attimo.
Fatidico 6 giugno Venerdì, convocati lunedì 9 tre presidenti imprenditori di solito pieni di impegni. Bah !
E comunque la mossa di Cellino fdp a logica inaspettata.
A logica imprevedibile.
Non tiri fuori 4 milioni fra stipendi e fideiussione, per perderne molti di più fra parco giocatori, 1400000 paracadutino etc
E malgrado temibile, ma assolutamente imprevedibile quello successo Venerdì 6 , il 9 tutti pronti in loggia………..
HAGI ha perfettamente ragione. Se ci fosse stato qualcuno di forte (economicamente ma anche di “prestigio”) che avesse davvero voluto il Brescia fidati che non stava a guardare, minimo sarebbe andato in loggia a battere i pugni sulla scrivania. La realta’ pero’ in fondo la conosci: in questi anni quante volte abbiamo sperato che ci comprasse un imprenditore/una cordata forte? Invece nulla, solo qualxhe avventuriero poco credibile. Purtroppo non e’ solo il Brescia ad essere stato in tale condizione: guarda verona (prima in mano a un carpigiano squattrinato ora a un fondo usa squattrinato), torino (cairo contestato perennemente vorrebbe vendere… Leggi il resto »
Stasera si va a tifare Brescia perché questo è il suo nome. E la maglia è azzurra. La V ci manca ma arriverà presto.
Guarda in faccia la realtà leonessa
Bonometti e domini….due dei miei eroi quando cominciai a seguire il Brescia nel gennaio del 1992. Da allora non sono più riuscito a smettere. Avevo 15 anni. Una vita fa. Che malinconia. Di quel calcio e della mia giovinezza.
No non sto piangendo, mi è solo entrata una maglia con la V bianca nell’occhio.
Sarà un piacere poterli applaudire.
Vado su prima per Sergio domini.
Indimenticabile la sua grinta nello spareggio di Bologna. Io c’ero.
Speriamo sia in buone condizioni di salute