Come scrive Bresciaoggi, il Brescia segna a raffica e subisce con il contagocce. Anzi, da 2 giornate non subisce proprio. Merito in primis del trio arretrato Silvestri-Pasini-Rizzo: da quando Diana li ha schierati insieme, cioè dalla trasferta di Trento, nessun avversario è più passato. Ma una parte rilevante nella tenuta dei biancazzurri è del portiere. Stefano Gori non c’entra niente con la Serie C.
La sua bravura sta nel farsi trovare pronto sempre. Come con la Pro Vercelli, reattivo sull’unica conclusione in porta dei piemontesi, un destro dal limite del difensore Piran respinto in tuffo con stile bello ed efficace. E addirittura strepitoso a Trento, sul punteggio di 1-0, una conclusione di Maffeis imbastardita da una deviazione di Guglielmotti: una deviazione di puro istinto, da estremo difensore di categoria superiore appunto.
Del resto per Gori mantenere la porta inviolata è un’abitudine: la scorsa stagione con lo Spezia, sconfitto nella doppia finale play-off per la promozione in A dalla Cremonese, è accaduto in 14 delle 27 partite disputate e nessuno in Serie B è riuscito a fare tanto. E l’aver sposato il progetto di Pasini che gli ha permesso di tornare nella sua città, per il numero 66 ha un valore enorme:.
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La prima partita con l’arzignano non mi è sembrato granché, ma con Trento e Vercelli, molto molto bene.
Bravo tra i pali, grande istinto, e bravo nelle uscite da calcio d’angolo e nelle palle alte che arrivano in area e potenzialmente pericolose.
Se continua così uno dei migliori portieri visti qui negli ultimi anni.
Con l’Arzignano fece un paio di grandi parate, una eccellente. Ripigliari.