Il tallone della superiorità numerica

In questo campionato in cinque partite il Brescia è stato per, più o meno tempo, in superiorità numerica sfruttando poco questo vantaggio.

Negli sport americani è chiamato power play, nel calcio superiorità numerica. Essere in un uomo in più per l’espulsione di un avversario; teoricamente un vantaggio, ma per questo Brescia a conti fatti non lo è. In campionato le avversarie delle Rondinelle hanno rimediato cinque cartellini rossi, ma in queste partite i risultati non sono stati completamente soddisfacenti.

Ovviamente le espulsioni in alcuni casi sono state alzate nei minuti finali, quindi l’analisi da fare va oltre i semplici numeri. Nel complesso contro Cittadella, Frosinone, Spezia, Sampdoria e Juve Stabia il Brescia ha rimediato due vittorie, due pareggi e una sconfitta. La squadra di Maran è stata in superiorità numerica per 158 minuti: in questo lasso di tempo ha subito un gol (contro il Cittadella, perdendo) e ne ha realizzato uno (ininfluente contro il Frosinone).

Di fatto, numeri alla mano, in superiorità numerica il risultato è cambiato una sola volta, al contrario: contro il Cittadella infatti da 0-0 si è passati a 0-1, mentre il dato più eloquente è rappresentato dalla partita di ieri. 75 minuti con l’uomo in più e praticamente nessuna occasione creata.

Perché il palo colpito da Borrelli è antecedente al rosso di Varnier e dopo, a parte qualche conclusione da fuori area, il Brescia non ha mai dato l’impressione di volerla vincere. Nonostante la superiorità numerica, appunto. E anzi, se Piscopo avesse impattato meglio di testa nel finale il risultato parlerebbe addirittura di beffa clamorosa.

Ma come mai questa squadra fa così fatica? Il gioco di Maran è improntato sui lanci lunghi dalla difesa per le spizzate di Borrelli. La fisicità del centravanti può e deve essere un fattore, ma così è un terno al lotto. Verreth nelle ultime apparizioni sta faticando a imporsi in mezzo al campo, l’assenza di Galazzi e i sali-scendi di Olzer non accendono il gioco e le fasce non spingono più come si pensava. E quindi? Quindi il gioco del Brescia è quasi un non gioco. Fa della densità e delle ripartenze il suo mantra, ma in una Serie B così agguerrita serve abbinare più qualità alla tanta quantità.

Redazione

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8 Commenti
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1 anno fa

“Quelli che se perdi non fa niente “ …
😹😹😹😹😹😹😹😹😹😹😹😹

HAGI
1 anno fa
Reply to  .

Sempre lottando però …
Quelli che se perdi non fa niente lottando x la maglia …

Fsk
1 anno fa

O si svegliano con il bari o per me il campionato è finito qua. Delusione totale.

HAGI
1 anno fa

Parlo da tifoso.
Si può vincere o perdere le partite ma non lottare, non avere la grinta, l’orgoglio, non si può proprio vedere.
Dopo la partita col Cosenza e con la pausa di mezzo questi ragazzi avevano l’obbligo di lottare col cuore.
Sappiamo cosa ci aspetta da qui alla fine. Questi valori non puoi aspettarli solo dal mister, li devi avere dentro perché se cambi mister hai la scossa per 2/3 giornate poi ritorna tutto come prima.
Molto molto deluso

Commento da Facebook
1 anno fa

Ma quale tallone 🟤🟤

lucio
1 anno fa

Secondo me, più di tutto è il segno che manca personalità alla squadra, cioè Bisoli. Darei meno responsabilità all’allenatore, che ha dimostrato più volte di saper leggere bene le partite, cambiando assetto.

Michele Balneari
1 anno fa

Manca bisoli

Lucio
1 anno fa

Questo è il segnale che l’allenatore non sa leggere la partita

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