Bisoli è un leader ma non un play, si sta adattando perché Van de Looi finora ha deluso le aspettative: zero cambi di gioco, latitano i passaggi in avanti
L’edizione odierna del Bresciaoggi analizza la situazione delle rondinelle in mezzo al campo. Alla squadra di Inzaghi serve un regista, ossia un faro che possa scandire il tempo della manovra e prendere in mano le redini del gioco. L’allenatore non si è mai lamentato apertamente, facendo di necessità virtù ma sa benissimo che i campionati si vincono con giocatori così. Ed è proprio per questo che la scorsa estate aveva suggerito il profilo di Nicolas Viola. Il tecnico piacentino, visto che la richiesta non è stata accolta, ha quindi iniziato a lavorare intensamente con Tom Van de Looi che, pur essendosi applicato, non è arrivato al dunque. Ecco perché le gerarchie sono cambiate con Dimitri Bisoli (lottatore ma non leader tecnico) che ha dato tutto. Ma, scrive il quotidiano, “non si può fingere di essere ciò che non si è”.
Analizzando i dati è evidente che il Brescia è lontano anni luce dai top della categoria: Bisoli e Van de Looi sono a quota 0 lanci lunghi. L’olandese è tra i primi dieci che ricevono più palloni dai compagni di squadra (884), è diciassettesimo per passaggi riusciti, sedicesimo per passaggi lunghi riusciti ma precipita per passaggi in avanti (è 49°). Il capitano ha invece altre caratteristiche e rispetto al numero 5 è indietro in tutte queste statistiche. Un difetto che alla lunga sta togliendo risorse e potrebbe costare caro.
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Un bravissimo ragazzo, ma talmente evidente che il buon Tom van De Loi non era, non è e probabilmente non lo sarà mai un play, purtroppo ha i piedi che sembrano due ferri da stiro.
Avessi i soldi prenderei subito Marek Hamsik, magari è stufo di stare in Turchia.
SEMPRE FORZA BRESCIA SINCE 1966