Nelle prime partite del suo insediamento il tecnico spagnolo privilegiava il doppio trequartista: poi il cambio di modulo ha garantito la rimonta playoff
Il calcio verticale ispirato a Bielsa di Pep Clotet ha subito varie trasformazioni dal suo approdo a Brescia: partito con il modulo ad albero di Natale, il tecnico spagnolo nel finale di stagione è passato ad un 4-3-1-2 per sfruttare al meglio la coppia Ayé–Donnarumma.
Nei primi mesi Clotet non ha infatti avuto a pieno disposizione Donnarumma e così, vista la mancanza di attaccanti in rosa con il solo Fridjonsson oggetto misterioso, ha optato per il doppio trequartista alle spalle dell’unica punta Ayé. I due che supportavano il francese sono stati alternati tra Bjarnason, Jagiello, Ragusa e Ndoj, a seconda di come si voleva aggredire l’avversario.
In alcune partite però il Brescia è parso troppo leggero in avanti e, dopo l’esperimento di 4-2-3-1 fallito ad Empoli, Clotet ha recuperato Donnarumma scegliendo il definitivo 4-3-1-2. Il finale di stagione con la rimonta verso i playoff porta la firma dei due attaccanti oltre di un Bjarnason multiruolo in grado di giostrare a meraviglia dietro di loro.
A Cittadella purtroppo però non ha funzionato: Ayé e Donnarumma, complice anche la stanchezza, erano sempre troppo distanti tra loro non riuscendo mai a dialogare e facilitando la marcatura della difesa veneta. Il modulo di Clotet si è confermato comunque vincente, con una sola eccezione: purtroppo era anche la più importante.
Seguici su
Aggiungi tifobrescia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


