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Gli ex compagni: Baggio divertente ma anche umile

Tra gli intervistati nello speciale Corriere dello Sport anche Toni, Hubner e Di Biagio

Molti ex colleghi e allenatori hanno partecipato allo speciale del Corriere dello Sport sull’uscita di “Codino”, il film Netflix su Roberto Baggio. Tra loro anche tre ex giocatori del Brescia: Dario Hubner, Gigi Di Biagio e Luca Toni. Ecco un estratto delle loro parole.

HUBNER“Il primo ricordo che ho di lui è quello di una persona eccezionale. Lui che era abituato a lottare per Mondiali e Coppe dei Campioni aveva detto sì al trasferimento in una squadra di provincia come il Brescia. E si sarebbe calato perfettamente nella realtà. Dissi a Mazzone: nessun problema per la fascia da capitano, però i rigori li tiro ancora io. E andò proprio così. Non poteva avere l’ “ignoranza” calcistica e la cattiveria sportiva ad esempio di un Filippo Galli, però giocando con Roberto sapevi che su un’eventuale punizione dal limite al 70-80% sarebbe stato gol grazie a lui. Oggi i numeri 10 stanno scomparendo”.

TONI“Finalmente potevo giocare con lui, per me era un mito. Ero timido nei suoi confronti ed è stato molto socievole e carino, coi giovani era sempre lui a fare il primo passo. Mi disse: tu corri verso la porta e non preoccuparti che la palla arriva. Ed era davvero così. Era un “10” bomber, uno dei pochi del suo ruolo a segnare davvero tanto. Oggi forse l’unico che gli assomiglia come caratteristiche è Messi. Gli piaceva restare nello spogliatoio, forse perché per lui era un posto sacro, uno dei pochi in cui poteva stare tranquillo. Mi è capitato di andare a mangiare con lui ed era una processione continua di tifosi”.

DI BIAGIO“La prima cosa che mi viene in mente è la mia prima convocazione in Nazionale nel 1993 per Estonia-Italia, mi trovavo a tavola con lui, Baresi, Mancini. Tutti di un’assoluta semplicità. Poi l’ho “vissuto” anche a Inter e Brescia, ci divertivamo un sacco imitando le canzoni dei Fichi d’India. La cosa che ricordo di più di Robi giocatore è la semplicità con cui faceva le cose. Tutto quello che faceva sembrava facile, poi provavi a imitarlo e non lo era affatto. La cosa più bella che ha lasciato credo sia l’amore trasversale che i tifosi hanno per lui. Ha cambiato tante maglie, facendo passaggi anche “pesanti”, ma è tuttora amato e ammirato da tutti.”.

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