Se si continua a giocare con questa qualità, con la mentalità da grandi e la voglia di mettere in pratica il motto coriniano «il meritato deve diventare qualcosa da portare a casa», il Brescia lascerà poco per strada. Non è un caso che il saldo tra punti guadagnati e persi dopo il 90’ sia in attivo: è la prima arma letale a disposizione di Corini. Facendo un rapido calcolo, il Brescia ha guadagnato 2 punti a Crema contro la Pergolettese grazie alla zampata di Sina al 97’ (da 0-0 a 1-0), uno a Lecco con il colpo di testa del 2-2 di Spagnoli al 97’ e 2 venerdì al Rigamonti contro l’Arzignano grazie al rigore di Rizzo Pinna al 97’. Per contro, i punti persi in pieno recupero sono 3: 2 contro il Treviso al Rigamonti al 94’ (da 2-1 a 2-2) e uno a Gorgonzola contro la Giana (da 1-1 a 1-2).
Dalla tribuna, contro l’Arzignano, si è avuta la percezione netta della forza del Brescia, confermata anche dalla visione della gara in televisione il giorno dopo. La difesa è altissima, rischia il giusto ed è spesso capace di negare la profondità agli avversari, riuscendo a trasformare la gara in un gigantesco uno contro uno, sfida che i biancazzurri hanno accettato senza battere ciglio e senza snaturarsi. Da lodare è pure lo spirito di sacrificio di tutti, dai difensori trasformati in attaccanti agli attaccanti trasformati in difensori. Due esempi lo confermano: 1) è evidente quello di Silvestri, che, dopo un colpo al costato nel 1° tempo, all’ultimo respiro ha avuto la forza di gettarsi sulla deviazione aerea di Casasola, mettendoci la testa e rischiandola, visto il calcione di De Santis che lo ha costretto a tamponare la ferita sanguinante con un turbante, ma causando il rigore decisivo; 2) meno appariscente ma degno di nota è la rincorsa di Marras al 19’ della ripresa, a inseguire un avversario lanciato verso Gori, prendendosi l’ammonizione stendendolo provvidenzialmente.


