La Champions resta amara per l’AN: seconda sconfitta

Nella trasferta a Radnicki l'AN Brescia viene travolta dalla formazione serba con il punteggio di 18-8. Ora in Champions si fa difficile.

Fa male: l’An Brescia viene travolta dalla tempesta Radnicki. Nella trasferta serba arriva il primo pesante ko della stagione, in una partita in cui emerge la qualità di una vera corazzata e dei campioni olimpici che ne costituiscono il nucleo; ma emergono anche le difficoltà di un’An troppo timida, incapace di sfruttare le poche occasioni concesse dagli avversari. Le sole 3 reti segnate a fronte di 13 superiorità ne sono un esempio evidente. La sconfitta è pesante, soprattutto per il punteggio finale (18-8).

Tuttavia, per come si stava evolvendo il secondo periodo, qualcuno potrebbe pensare che, in fondo, non sia andata poi così male. La sberla brucia soprattutto perché a Kragujevac l’inizio sembrava raccontare un’altra storia: l’An Brescia, nel primo tempo, passa in vantaggio (2-3), rimontando con un entusiasmante break il 2-0 iniziale dei padroni di casa. L’idillio si interrompe subito, poiché i serbi pareggiano con un ispirato Nikola Lukic (4 reti a fine partita). Il 4-3 di Dedovic arriva a soli tre secondi dalla sirena. Sfida equilibrata? No, perché nel secondo periodo il Radnicki si scatena: una sola squadra segna con continuità. Il parziale di 7-1 indica chiaramente che la partita è già chiusa prima della pausa lunga. La forza della squadra di Stevanovic risiede nella pericolosità di tutti i suoi interpreti: a fine gara sono dieci i giocatori diversi a segno, tra cui gli ex biancazzurri Vapenski e Vlachopulos (2 reti con un rigore per entrambi).

Ma il Radnicki vince anche grazie a una difesa superlativa: il portiere Filipovic compie parate straordinarie anche nell’ultimo periodo, negando per due volte a Ferrero la gioia del gol (che avrebbe segnato con facilità contro qualsiasi altra squadra). Dal canto suo, all’An Brescia sembra mancare un po’ di incisività offensiva: i gol arrivano solo grazie al fiuto di Leinweber e alle bordate dalla distanza di Guerrato. Il riassunto della trasferta serba si concentra sui primi minuti del terzo quarto: ancora sotto shock dopo il parziale pre-intervallo, l’An si lancia in attacco. La lunghissima manovra offensiva risulta sterile, senza mai trovare l’appiglio o il movimento giusto. Al primo recupero di palla, il Radnicki riparte e in pochi secondi Randelovic segna. I serbi esultano, Massenza Milani recupera l’ennesimo pallone dalla propria porta: decisamente troppo Radnicki per i biancazzurri, che rimediano un altro ko dopo quello con il Recco.

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