Come scrive Il Corriere della Sera Brescia, sabato è stato un pomeriggio da Serie B, almeno in attesa del verdetto finale del campionato. I 10.473 spettatori presenti al Rigamonti, cifra ufficiale comunicata dalla società, non rappresentano un record assoluto per l’Union, che ha vissuto serate da tutto esaurito nei play-off dello scorso anno e ha superato questo dato sia con il Vicenza, in una domenica pomeriggio, sia con il Cittadella, il venerdì santo pre-pasquale. Non era scontato un simile afflusso in un momento complesso, con la sfida di cartello a cinque giorni dal crollo a Gorgonzola e un distacco di otto punti da recuperare in classifica. A ciò si aggiunge la settimana turbolenta segnata dalle voci su un possibile esonero di Corini. È arrivata invece la risposta migliore. Una risposta corale, va aggiunto, perché la Curva Nord ha dato il suo contributo fin dal primo minuto con una coreografia (annunciata) spettacolare, senza però dimenticare di invitare i giocatori a un cambio di passo – eufemismo – dopo le recenti prove sottotono. Anche la tribuna e la gradinata, dove spesso i malumori si manifestano già dopo il primo quarto d’ora, sono state compatte nel sostegno senza condizioni alla squadra, che in campo ha mostrato l’atteggiamento giusto, con la faccia delle grandi occasioni, sin dal calcio d’inizio.
I numeri parlano chiaro. Se Brescia-Cittadella fosse stata una gara di Serie B, come accaduto più volte nel corso della storia recente, sarebbe stata la quarta partita più vista del weekend cadetto, dietro solo a Palermo-Carrarese (oltre 31 mila spettatori), Verona-Pisa (quasi 17 mila) e al derby Modena-Cesena (circa 12 mila). Brescia ha superato Avellino, Cremona, Arezzo, Empoli, Catanzaro, Bolzano, Chiavari: si tratta di piazze storiche, che hanno conosciuto la Serie A anche di recente, oppure che stanno lottando per la promozione diretta (il Sudtirol).
E non è tutto: il dato più impressionante è un altro. Sommando le nove partite restanti del girone A, in una giornata in cui quasi tutte le grandi giocavano in casa, gli spettatori sono stati 10883. Al Rigamonti, in sintesi, c’erano 410 persone in meno rispetto all’intero girone settentrionale, nonostante a Lecco, Trento, Treviso e Vercelli ci fosse un’affluenza più che discreta.
Questa categoria sta stretta a Brescia, non solo alla compagine societaria dell’Union, che annovera imprenditori noti nel mondo e non solo in Italia. È un dato di fatto inoppugnabile, così come è innegabile che il vecchio Rigamonti abbia riacquistato colore e smalto, rendendosi presentabile anche in una categoria in cui non ce ne sarebbe stato bisogno. Il prossimo passo, decisivo per le sorti della stagione, sarà però sui campi infernali del Nord, dove nel 2026 si sono verificati alcuni inciampi. Questa squadra ha dimostrato di indossare con stile l’abito di gala, ma ora deve essere consapevole che per vincere il campionato serve sporcarsi ovunque.


