Piove a dirotto, quel giorno, ma a rendere la festa meno bella di quel che può essere e ci si aspetta è il risultato: Brescia-Pro Vercelli, undicesima giornata del campionato d Serie B 2011-12, finisce 1-1. All’autorete del biancazzurro Stovini al 16′ del primo tempo, rimedia un altro difensore, De Maio, che al 12′ della ripresa riprende una corta respinta del portiere piemontese Valentini sul colpo di testa di Caracciolo, più che mai bomber biancazzurro.Stati d’animo oppostiIn un’ora i tifosi della Nord, gli ombrelli aperti e incuranti dei vestiti inzuppati d’acqua, passano dalla disperazione al sollievo.
E nella mezzora finale spingono i biancazzurri del presidente Gino Corioni e dell’allenatore Alessandro Calori verso la vittoria. Che non arriva. Ma il dado è tratto, la svolta è evidente: «Sì, i tifosi nel secondo tempo li abbiamo sentiti, tutti noi giocatori abbiamo percepito la loro spinta», le parole nel dopogara del capitano del Brescia Marco Zambelli, che alla vigilia della partita aveva «benedetto» la nuova curva.
Sono passati quasi 13 anni: la conferma che, quando si parla del Rigamonti, a Brescia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio. Ma testimonianze post partita di amici da Curva Nord assicurano che la visuale da lassù, da quel nuovo spicchio senza più reti di recinzione, è davvero superba: «Si vede benissimo», il commento. Ma in quel periodo il Brescia, nonostante in Serie B con la presidenza Corioni sia costantemente in lotta per il vertice (in quella stagione si piazza 6° e centra i play-off), non è seguitissimo dalla piazza. Anzi, una contestazione dietro l’altra. Un dato su tutti: i posti a sedere disponibili nella Curva Nord sono 3702, a Brescia-Pro Vercelli di quasi 13 anni fa gli spettatori sono meno di 5.000.
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Presidente fai togliere la rete ……..se sei in curva laterale si vede malissimo 🙏 Forza BRESCIA
LE RONDINELLE VOLANO ANCORA