Il Brescia fa ricorso contro lo stop ai tifosi

Giuseppe Pasini e l'Union Brescia non ci stanno e alzano la voce: presentato il ricorso contro il divieto di trasferta per i tifosi.

Union Brescia Media House

Sì, nove trasferte saltate possono bastare. Se non è un record, ci si avvicina. Il Brescia presenterà ricorso contro la decisione della Prefettura di Cremona di vietare la vendita dei biglietti ai tifosi residenti nella nostra provincia per la partita di domenica 30 a Crema contro la Pergolettese. Il divieto appare incomprensibile, poiché si tratta della prima trasferta di campionato per la formazione biancazzurra e, considerato il precedente del 16 febbraio scorso, i sostenitori del Brescia riempirono il settore ospiti dello stadio Voltini senza che accadesse nulla: tutto filò liscio.

È probabile che il Prefetto di Cremona abbia tenuto conto dei disordini avvenuti prima di Cremonese-Brescia di Serie B del 29 dicembre 2024. Così nella scorsa stagione, la vittoria al debutto contro il Carpi (3-1) ha alimentato l’entusiasmo della piazza. Per la trasferta di domenica era già pronto un esodo di massa, stimato in almeno 500 persone, data anche la vicinanza con Crema, distante circa cinquanta chilometri dalla nostra città. Ora non resta che attendere, confidando in un precedente: il 22 novembre scorso il Tar Lombardia revocò il divieto di trasferta al Rigamonti per i sostenitori del Vicenza, accogliendo il ricorso del Cccb, il Centro di coordinamento clubs biancorossi. Nella gara di ritorno del 29 marzo, nel settore ospiti del Menti c’erano 593 bresciani. Il giudice stabilì che i vecchi scontri, risalenti a sette anni prima, non dimostravano una rivalità attuale o concreta. Con questa motivazione, le due tifoserie poterono seguire le proprie squadre nelle due sfide stagionali. Spesso, nella scorsa stagione, il Brescia ha giocato in trasferta da solo, senza alcun sostegno: è accaduto in nove delle venticinque partite esterne (diciannove di campionato, tre di Coppa Italia, tre di play-off).

Per gli incidenti di Trieste del 2 novembre, fu applicato il pugno di ferro: nessun viaggio fino alla fine dell’anno. Così i tifosi saltarono le gare a Ospitaletto (il derby!). (12 chilometri di distanza dalla città!), Cittadella, San Benedetto in Coppa Italia, Cittadella, Terni in Coppa, Fontanafredda contro la Dolomiti Bellunesi nella prima in panchina di Corini. Nel ritorno, dopo i disordini di Vicenza, fu vietato l’altro derby bresciano contro il Lumezzane (distanza dalla città: 20 chilometri), l’ultimo impegno di campionato a Monza contro l’Inter Under 23, il quarto dei play-off a Casarano e la finale di Ascoli, ma in questo caso anche i tifosi bianconeri non poterono seguire la propria squadra nella gara di andata a Mompiano. La mobilitazione dei tifosi: la scorsa stagione il Brescia club Vittorio Mero presentò ricorso contro il divieto di trasferta a Monza contro l’Inter Under 23 del 25 aprile: «Riteniamo che il provvedimento leda il diritto dei tifosi bresciani a seguire la propria squadra, confidiamo che le istituzioni competenti vogliano riconsiderare la decisione», spiegò il club, aggiungendo: «Non agiamo solo per i nostri 150 iscritti, ma per tutta la tifoseria bresciana. E comunque ricorreremo ai nostri fondi per coprire i costi del ricorso».

C’è poi la vicenda del singolo sostenitore, che ottenne ragione dal Tribunale amministrativo regionale. Roberto Alborghetti, un abbonato di Rovato, si rivolse al giudice contro lo stop alla trasferta dell’11 aprile a Lumezzane, vietata dalla Prefettura di Brescia per i disordini del 29 marzo a Vicenza. Il Tar accolse parzialmente il ricorso di Alborghetti. Ha riconosciuto le ragioni di «estrema gravità e urgenza» e ha concesso in via esclusiva al singolo tifoso ricorrente l’accesso allo stadio Saleri, spiegando che «un solo individuo non incide sulle esigenze di sicurezza pubblica». Il settore ospiti è rimasto chiuso per tutti gli altri. Ora resta da attendere. La società del presidente Giuseppe Pasini presenterà il ricorso oggi; il verdetto è atteso per domani o, con maggiore probabilità, per venerdì e, in caso di esito favorevole, sarà una corsa contro il tempo per organizzare la prevendita. Ma nove trasferte saltate possono davvero bastare per gli appassionati biancazzurri. E se non è un record, poco ci manca.

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8 Commenti
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Max
1 mese fa

A quando la risposta??

ORSO
1 mese fa

VORREI PUBBLICAMENTE SCUSARMI

Sono ORSO, purtroppo dopo anni di abusi subito da Cellino ho avuto un tracollo mentale, il fallimento del Brescia (Forza Brescia 1911 💙🤍💙) mi ha dato il colpo di grazia.

Sono stato diagnosticato di un forte RITARDO MENTALE e purtroppo l’unico sfogo che trovo è scrivere qui.

Mi rendo conto che sono lo zimbello della pagina e tutti mi ridono dietro, vi chiedo per favore di avere PAZIENZA.

Spero che i farmaci mi aiutino presto a tornare NORMALE.

UltraBs
1 mese fa

I tifosi del Salò sono dei paciocconi. Non capisco questa persecuzione.

Gaglioffo
1 mese fa
Reply to  UltraBs

Ciao ex tifoso del Brescia, che fai invece di venire al Riga? Kebab solidale coi giargia al Carmen? Vendi antipulci alla Festaradio?
Tagli l’erba al vostro campetto di gioco a S.Eufemia? Òcio che siete vicino al sito Festaradio, ci sono le zecche.
Che vita triste, consolati che per andare a Roccafranca non serve la tessera.
Forza Roccafranca vinci per noi!

TifoUnionbrescia
1 mese fa

Ben fa la dirigenza della ex-Feralpi Saló a ricorrere al TAR. I tifosi della Union hanno tutto il diritto di seguire la nuova squadra di Brescia.

HAGI
1 mese fa

Se in una cittadina di 20/30mila abitanti arrivano 1000/1500 tifosi capiamo tutti che è un bel problema di viabilità e ordine pubblico.
Ma tra far arrivare tutti o nessuno c’è sempre una via di mezzo: contingentare a 200/300 tifosi a seconda delle capienza e del numero di agenti.
Si può proporre questa soluzione a chi vieta.
Se non viene accolto questo ricorso prevedo tante trasferte vietate quest’anno.
FORZA GRANDE BRESCIA

HAGI
1 mese fa
Reply to  HAGI

Avere la squadra senza nessun tifoso al seguito è un bel danno per squadra e società

Giangi30
1 mese fa
Reply to  HAGI

Scusa HAGI ma stavolta non sono d’accordo.
Se una città è piccola, il problema non è di certo di società che hanno un seguito corposo.
A cittadella (più piccola di Crema) si è sempre andati e non ci sono mai stati problemi. Iniziassero a gestire le situazioni, anziché nascondersi sempre dietro a generici divieti, per lo più mai motivati al singolo caso.
Esempio in proporzione: Empoli città di qualche decina di migliaia, in serie A spesso aveva 5/6k tifosi ospiti.

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