Quando si parla del Brescia e degli infortuni, sembra di toccare un argomento tabù. Dopo la serie di sconfitte della scorsa stagione, gli 8 assenti per la trasferta di Coppa Italia di domenica ad Arezzo hanno riacceso i timori. Tutti si chiedono se si tratti di una maledizione e quando finirà. Per questo motivo, a 10 giorni dal debutto in campionato previsto per venerdì 21 alle 21 al Rigamonti contro il Carpi, la prima missione di Eugenio Corini è svuotare l’infermeria. Per valutare la condizione generale della squadra, ha programmato due test a porte chiuse contro squadre di Serie D: l’allenamento congiunto di questa mattina al Turina di Salò contro il Milan Futuro e l’amichevole di venerdì 14 alle 11, sempre a Salò, contro il Piacenza.
Il primo infortunato a rientrare in gruppo è il difensore Tiago Casasola (1995). L’argentino, proveniente dal Catania, sarà uno dei punti di forza sulla fascia destra. Farà coppia con Davide Guglielmotti (1994), che sarà uno dei nuovi acquisti del Brescia dopo il grave infortunio al ginocchio subito il 4 ottobre nella partita interna di campionato contro la Pergolettese. Anche Davide Balestrero (1996) e Alessandro Mercati (2002), perni del centrocampo, sono sulla via della guarigione. Sarà fondamentale avere a disposizione anche il mancino Brayan Boci (2003), visto che per la prima di campionato saranno squalificati Vincent De Maria (1999) e Balestrero. Tra i titolari, l’unico infortunato a lungo termine è il portiere Stefano Gori (classe 1996). Il lavoro di Corini, del suo staff tecnico e dello staff medico è fondamentale, considerando che la società effettuerà ulteriori acquisti solo negli ultimi giorni della sessione estiva, che si concluderà martedì 1 settembre. La priorità attuale è ridurre la rosa: secondo il regolamento, ogni società deve presentare nella lista ufficiale, da consegnare al termine della sessione estiva, un massimo di 23 calciatori professionisti o apprendisti. Inoltre, può schierare al massimo 8 giocatori in prestito. Non ci sono invece limiti al tesseramento di giovani promesse provenienti dal proprio settore giovanile.
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Il problema è sempre lo stesso: se si hanno preparatori atletici incompetenti che limitano la preparazione al “corri, corri, corri” e al “fatica, fatica, fatica”, gli infortuni inevitabilmente arrivano. In Premier League, il calcio italiano è uno zimbello proprio per questo motivo e la maggior parte dei giocatori inglesi che sono passati per i campi italiani alla prima occasione utile se ne sono andati di volata dopo aver visto come vengono gestiti i carichi di lavoro durante gli allenamenti.
Mi spiace ma non sai nemmeno di cosa parli. Sono laureato in scienze motorie, ho fatto il corso FIGC per preparatori e posso dirti che il problema non siamo noi, anzi il problema e’ che contiamo poco o nulla…
interessante ciò che dici, visto che sei competente, a tuo avviso quale può essere stata la causa dei tanti infortuni dello scorso anno?
Le cause possono essere moltissime. Tieni presente che non esiste una preparazione standard, ogni preparazione e’ tarata sulle esigenze tattiche e strategiche del mister (se ad esempio un mister vuole che i terzini siano bloccati dietro mentre un altro vuole che spingano spesso il lavoro non puo essere uguale) ma anche in base alle “credenze” del mister (ad esempio ci sono mister che credono che tanto la parte fisica la fai quando fai gli esercizi tattici, altri credono che serva massacrare i giocatori per rafforzare il loro ruolo di sergente di ferro) ecc.
Quindi, se non ho capito male, il punto è personalizzare la preparazione atletica in base a ciò che viene chiesto ad ognuno ed in base alle caratteristiche fisiche di ognuno. Non è certo un lavoro semplice.
…il che ha senso
Esatto, finalmente !
Dunque nel calcio non puoi avere 25 preparatori ( uno per giocatore).
Dunque bisogna farne a meno.
Che vadano a fare il preparatore a sport singoli (palestra, tennis, corsa via dicendo)
Esatto, chiaramente poi tra la teoria e la pratica c’e’ di mezzo un oceano, raramente (anche ad altissimi livelli) si riesce a lavorare in modo ottimale e nel capitolo “prevenzione infortuni” non c’e’ solo la preparazione fisica o l’alimentazione, per esempio contano anche altri fattori: eta’, aver avuto infortuni in passato, dormire adeguatamente (quantita’ e qualita’), terreno di gioco ecc. ma anche certe dinamiche ad es: un difensore ha lo stesso carico fisico se gooca in una difesa a 3 o a 4? No, i movimenti e lo spazio da presidiare sono diversi. Una squadra che deve salvarsi allenata da… Leggi il resto »
Complimenti, bellissimo intervento, mi fa piacere avere informazioni da chi è competente per capire che la problematica infortuni, o meglio eccesso di infortuni, è complessa e multifattoriale e non si può liquidare con un semplice ” via tutto lo staff atletico” che mi pare no rispettoso del lavoro altrui
Esatto, il messaggio che volevo far passare era proprio questo, aldila’ dei tecnicismi che magari ai tifosi interessano poco (giustamente), anche perche’ ci sarebbe da parlare ore riguardo a questo argomento.
I gurupreparatori, con pesi e elastici sulle articolazioni.
Con diagonali e via dicendo.
Questi sono diventati tutti matti, ma veramente. Hanno studiato sai ?
Forse sui manichini o suoi robot, ma un essere umano non lo e’.
Vanno bene in palestra, ti fanno la scheda per la muscolatura che hai, non siamo tutti uguali, non puoi far fare lo stesso esercizio uguale a 25 atleti.
La capiamo o no, laureato o no, tu difendi la tua professione ma da fine anni 90 ad oggi i casi di malanni fisici sono quintuplicati.
Prima non c’erano i preparatori.
Massaggiatore e fisioterapista.
Gli allenamenti erano allenamenti normali non caricati e sollecitati continuamente, siamo di cellule e di fibre o siamo di ferro e cemento….
Non e’ che sono incompetenti, e’ che negli sport di squadra e di gruppo non servono.
Servono a seguire una persona per la muscolatura che ha.
O prendi 25 preparatori, uno per giocatore oppure il preparatore non va bene.
Questo e’ il problema.
Non ci sono mai stati i preparatori, sono entrati nel calcio a fine anni 90.
E da lì tutte le squadre hanno le infermerie piene,adesso poi sempre peggio, esercizi con pesi…. con elastici…
Robe da pazzi
Nonsaidi cio’che parli.. giusto per fare qualche appunto: 1)una squadra (pro) non ha un solo preparatore, ne ha 3-4: 1 responsabile (head coach), 1-2 collaboratori, 1 che si occupa del rientro in campodegli infortunati (ma se non ce ne sono da una mano) 2)non e’ assolutamente vero che gli infortuni sono quintuplicati, anzi sono leggermente diminuiti (anche se bisognerebbe analizzare ogni singola tipologia di infortunio) 3)i preparatori servono (se servono per 1 persona servono per una squadra, 1 preparatore pro ha tutto il giorno per impostare la preparazione personalizzata) il problema e’ che i giocatori hanno pochissimo tempo dedicato alla… Leggi il resto »
5)sappi che se c’e’ una certezza a livello scientifico e’ che l’allenamento della forza E’ il miglior metodo per la prevenzione degli infortuni (anche e soprattutto con i pesi). Solo che ogni volta che un calciatore si allena con i pesi un tecnico FIPE (come me) muore😂 questa credenza che i pesi rallentino fa si che anche ad alto livello ci si allena poco (1 volta/settimana) e male con i pesi, ma si torna al Problema dei problemi: i preparatori sono l’ultima ruota del carro (soprattutto se l’allenatore non e’ giovane) e quindi si devono adattare alle volonta’/capricci (!) di… Leggi il resto »