Come scrive Bresciaoggi, da 7810 a 930578. Cifre nè nude nè crude. Indicano una storia che tramonta in maniera definitiva e un’altra che continua con presupposti diversi dall’originale. Comunque la si consideri, questa è una giornata triste per molti. Sono i numeri di matricola del Brescia Calcio spa 1911 e della Feralpisalò srl. Il primo scomparirà del tutto; la seconda pure, cambiando… i connotati.
Cosa accadrà oggi, sabato 12 luglio 2025? L’assemblea dei 45 soci della Feralpisalò, guidata dal presidente Giuseppe Pasini, approverà il cambio di denominazione e di sede della società nata nel 2009 dalla fusione fra Salò Valsabbia e Feralpi Lonato, e capace nel 2023 di approdare in Serie B, prima società bresciana non del capoluogo a riuscirci.La Feralpisalò diventerà Us Brescia, giocherà allo stadio Rigamonti di Mompiano e non più al Turina di Salò. Ma avrà per sempre, almeno fino a quando vivrà, la matricola della Feralpisalò, ovvero il 930578.
Quella del Brescia nato nel 1911 c’è ancora, ma scomparirà se per una stagione non disputerà alcun campionato della Federcalcio, che gli revocherà l’affiliazione. E anche se la società tra un paio d’anni riprenderà il nome originario, i titoli (i 66 campionati di B e i 23 di A, il Trofeo Anglo-Italiano vinto nel ’94 a Wembley contro il Notts County) e la sua storia originaria, la matricola 7810 non tornerà più. Si potrà parlare al passato dei 114 anni di storia biancazzurra anche de iure, non soltanto de facto come ora.
Certo, è il colmo che questo momento triste, uno dei tanti vissuti da chi vive e respira biancazzurro dal 18 maggio in poi, coincida con un sogno che i bresciani coltivavano da sempre: un imprenditore forte e bresciano come Pasini alla guida di una società formata da uomini forti della nostra industria. Questo era il sogno di Gino Corioni (1937-2016): essere a capo del Brescia e avere alle spalle una dirigenza forte, soci solidi economicamente pronti a fare la loro parte in modo tangibile.
E chissà che Pasini non realizzi l’altro grande sogno del «presidente per sempre»: il nuovo Rigamonti. Con la legge sugli stadi, alla quale l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Laura Castelletti ha detto di voler ricorrere, stavolta sembra davvero possibile.
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