I dubbi intorno al Gruppo Alfieri e quella sede a Milano che sembra non esistere

La ricostruzione odierna del Corriere della Sera

cellino

“Cinque minuti e trenta secondi. È il tempo che impiega un modesto esperto di pratiche societarie per inquadrare il Gruppo Alfieri spv srl. Un commercialista liquiderebbe la pratica in tre minuti. A un imprenditore navigato come Massimo Cellino, che ne ha viste di tutti i colori, basterebbe annusare l’aria. E invece il presidente e proprietario del Brescia Calcio è andato a chiudere una delicata transazione con il Gruppo Alfieri”. Inizia così l’articolo odierno del Corriere della Sera.

E ancora: “Il Gruppo Alfieri è nato solo nell’ottobre del 2024 con la proprietà che è formalmente in mano al 25enne Gianluca Alfieri che vive nel paese di Serino in provincia di Avellino e non ha alcuna esperienza nel settore di riferimento del gruppo, ovvero le cartolarizzazioni dei crediti. Nessuno ha mai sentito parlare di lui e non risulta alcuna operazione nota da parte della società che non ha alcun dipendente, ma il solo amministratore che è anche il proprietario, e nessun sito web di riferimento. Anche la sede in Via Monte Napoleone 8 a Milano ((grande e lussuoso palazzo acquistato da Kering per1,3 miliardi) sembra non esistere visto che il portiere assicura che nella corposa rubrica condominiale non c’è traccia di questo nome. A destare ulteriori dubbi è il misero capitale sociale, 25 mila euro, che poi è la garanzia ultima che offre una società. Quali erano le garanzie di Bankitalia visto che il presunto mestiere di Gruppo Alfieri è quello di veicolo per la cartolarizzazione dei crediti, ma non esiste il nome Alfieri nell’elenco (pubblico) delle società-veicolo tenuto da Bankitalia? Sono due passaggi fondamentali per definire, eventualmente, il perimetro della presunta truffa. Non è escluso che Alfieri sia un prestanome in un sistema più ampio e complesso. C’è un’altra operazione che lascia qualche dubbio sul ruolo del giovane irpino. La capitalizzazione di una nuova società di lavoro interinale a lui intestata al 100%: i documenti indicano che Gianluca Alfieri ha versato 700 mila euro con tre assegni Intesa Sanpaolo dello sportello di Roma Tiburtina. Soldi suoi? Chi c’è dietro il ragazzo? Ma soprattutto, come si fa a fidarsi?”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi tifobrescia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

15 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
1 anno fa

Avere la Sede legale in Via Montenapoleone a Milano, non vuol dire necessariamente avere uffici, o svolgere la propria attività lì, e che tutti, anche partite Iva potrebbero averla li

Commento da Facebook
1 anno fa

Cellino autodaspati da Brescia.Forza Brescia💙💙

Commento da Facebook
1 anno fa

Ha voluto far pagare ha chi lo insultava ora fa la vittima .ui se me va e chi vuole il Brescia paga i debiti e inizia dalla C

Commento da Facebook
1 anno fa

Ma le en niduuu

Commento da Facebook
1 anno fa

Hanno appena condannato Trapani basket per lo stesso motivo, 4 punti penalizzazione l’anno prossimo 😡

Ruggero
1 anno fa

Qualcosa non torna, dubito che un presidente esperto si sia fatto fregare da una simile società. Questo forse è ciò che si vuole fare credere

Commento da Facebook
1 anno fa

A me un dubbio viene. Non è che tutta sto storia sia stata studiata a tavolino per poter fare la parte della vittima? In fondo la parte gli è sempre venuta bene.

Commento da Facebook
1 anno fa

Bidú…… fóra dai coioni

Commento da Facebook
1 anno fa

Tutto questo mi manda ancora più in bestia.

Commento da Facebook
1 anno fa

Per caso è aperta la caccia al 🐗? Perché è ricercato

Articoli correlati

Contro l'Alcione Corini deve fare ancora a meno di Di Molfetta, Marras, Gori e Lamesta,...
Contro l'Alcione a centrocampo torna disponibile Mallamo, mentre lo stop si prolunga per Lamesta e...

Altre notizie