Prima o poi si doveva perdere; tuttavia, perdere la prima partita in casa, quasi senza reagire, sopraffatti e messi a scuola di Serie B da un gruppo che non possiede i mezzi e le ambizioni della predestinata Brescia, con un primo e un quarto parziale sconcertanti, brucia profondamente. Piazza Armerina vince con merito evidente e il 61-80 finale appare persino clemente verso una Leonessa irriconoscibile. Invece di unire il meglio visto nei primi cinque turni, la squadra riesce nell’impresa di comporre un Frankenstein spaventoso, riassunto di ogni errore commesso dall’inizio del campionato: la partenza falsa (cinque minuti e mezzo a stecchetto, come contro Desio), la mira sfortunata dall’arco (anche se alla fine siamo lontani dal 4/24 di Fiorenzuola), i break concessi con disarmante facilità (come con Legnano la settimana scorsa), la difesa che si ferma davanti al primo avversario. Poco, pochissimo da salvare in uno sprofondo che somiglia più a un disastro che a uno scherzetto. Capita anche ai migliori? Sì. Ma ora l’obiettivo è evitare che accada di nuovo.
Cinque minuti e quaranta di canestro stregato e Piazza Armerina che scappa sul 9-0: Brescia vede bene le streghe di una partenza maledetta (-15 sull’8-23 del decimo minuto). Numeri terribili per una Leonessa che dall’arco viaggia con medie da minibasket (1/9) e fatica persino dalla lunetta (1/4): il 3/18 dal campo dice tutto di un primo quarto orribile. Sabatini prova a muoversi all’inizio del secondo, Burns ruggisce finalmente verso la curva, ma nella testa della Leonessa ci sono troppi fantasmi (22-36). Il risultato è pessimo, con l’11 di svantaggio al ventesimo minuto che sembra quasi un castigo clemente (27-38); il 2/10 dalla lunetta si accompagna al 3/16 dall’arco: il cervello suggerisce una cosa, le mani un’altra; il cortocircuito perfetto nell’impianto elettrico di una Brescia mai così spenta. Troppo nervosa e passiva anche all’inizio del terzo quarto, Brescia viene rimandata a –15 da Piazza Armerina (30–45). È allora Da Ros a riaccendere la squadra con una stoppata di pura cattiveria, collegandola all’energia del palazzetto: libero di Lombardi, tre triple e il –5 è raggiunto (40–45). Brescia tenta una reazione, ma Piazza Armerina non allenta la presa: –6 al trentesimo minuto (53–59). Così non si vince. I siciliani aprono l’ultimo quarto con tre triple consecutive (57–70), rendendo difficile il recupero. Lo scarico di Da Ros che attraversa l’area e finisce tra gli spettatori riassume il momento di Brescia. Le ultime speranze svaniscono sul ferro con i tiri di Burns e Klanjscek; il timeout di Calvani sul 58–75 permette ai tifosi ospiti di festeggiare. «Noi vogliamo gente che lotta!», canta la Nord mentre il tabellone segna –19 (61–80). Si può perdere anche in Serie B, certo, anche se si chiama Leonessa, lo sapevamo; si può perdere davanti a tremilacinquecento persone, non è una sorpresa, ma Brescia ha scelto il modo peggiore per mostrare di essere ancora lontana dall’idea di squadra da campionato che tutti attendono.


