Possanzini, prima da avversario al Rigamonti

Per la prima volta Davide Possanzini arriverà al Rigamonti da avversario, sulla panchina del Mantova.

Come scrive Bresciaoggi,  parlando di Mantova la mente non può che andare a Davide Possanzini, l’ex più atteso di questo derby e che sabato si presenterà per la prima volta da sfidante nelle vesti di allenatore. Dopo aver già affrontato il suo Brescia in qualità di vice di Roberto De Zerbi, affiancato nelle esperienze di Foggia, Palermo, Benevento, Sassuolo e Shakhtar Donetsk dopo aver iniziato la carriera di tecnico dalle giovanili biancazzurre nel 2013 tra Allievi Nazionali e Primavera, squadra poi ritrovata nel 2022.

Prima della breve parentesi in Serie B, durata due partite, e del successivo trasferimento a Mantova. In biancorosso ha realizzato un capolavoro nello scorso campionato, conducendo alla promozione in B una squadra riammessa in C dopo la precedente retrocessione maturata sul campo.

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lucio
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11 mesi fa

Di Possanzini ho ricordi molto contrastanti. Quando giocava era sicuramente un generoso, con decenti qualità tecniche. Va detto che ha giocato pochissimo in Serie A e molto nelle categorie inferiori…: penso che i numeri parlino chiaro: era un giocatore di Serie B. Sicuramente è stato molto amato per la sua personalità dai tifosi. Peccato si lasciò malissimo con Corioni, dicendo “Sono stato trattato senza rispetto e il primo a trattarmi malissimo è stato Corioni. Mi aveva promesso un contratto, un posto da dirigente. Poi ha cominciato a cambiare attaccandomi duramente dal punto di vista umano senza darmi spiegazioni. Questa una… Leggi il resto »

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11 mesi fa

Non solo un bravo calciatore ma una persona per bene. L’anno scorso fece il miracolo riportando in B il Mantova dopo tanti anni, se riuscirà anche a salvarlo allora gli faranno il monumento. In ogni caso a Mantova lo stimano molto e son felice per lui alla faccia del l’innominabile

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11 mesi fa

Uno che è stato per anni il vice di De Zerbi, anche con parentesi internazionale, sarebbe stato l’ uomo perfetto per insegnare calcio non solo ai giovani calciatori bresciani ma anche in prima squadra.
Cellino, seppur nella disperazione, ebbe l’ intuizione che immancabilmente rinnegò all’ istante.
Sono felicissimo che a Mantova, in un ambiente con poche pressioni di dirigenza e piazza, abbia saputo esprimere le sue idee.
L’auspicio è che possa salvarsi con noi, ovviamente. Ma auguro a lui, come allenatore e uomo, ogni fortuna.

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