Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Ernesto Torregrossa ha raccontato il suo passato a Brescia: “Mi piace di più giocare con un attaccante vicino. L’ho fatto a Brescia con Alfredo Donnarumma e con Balotelli e devo dire che mi sono trovato molto bene. All’inizio della carriera giocavo da 10 e mi piaceva un sacco, poi mi sono spostato più avanti col passare degli anni.
La promozione in Serie A è uno dei momenti che porterò nel cuore. L’anno prima ci eravamo salvati all’ultimo, poi abbiamo fatto una cavalcata da vera underdog. Poi vabbè la A è un altro mondo: ricordo l’esordio, San Siro, i primi gol. Un insieme di cose incredibili.
Io ho conosciuto un Balotelli diverso da quello che avevo sempre visto in tv o sui giornali. Mario è un ragazzo solare, generoso. E poi quanto è forte. A volte lo vedevo in allenamento e pensavo proprio. ‘Ma che c’entra questo con noi?’. In più era l’anima dello spogliatoio. Pensi che una volta regalò una PlayStation a tutti, così potevamo sfidarci.
Il presidente è una persona particolare, ma non lo scopro di certo io. Ma io posso solo parlarne bene, anzi senza di lui chissà che carriera avrei fatto. Io a Brescia ero in prestito, davanti c’era Caracciolo e il mister mi provava addirittura esterno. Ma sentivo che non era il mio ruolo. Così, chiesi al direttore di andare via. Lui parlò con il presidente che senza dirmi nulla mi riscattò. Mi disse che sarei stato il futuro del Brescia. Dal nulla, senza preavviso. Poi ci sarebbero tante cose da raccontare, ma quello che succede in spogliatoio per me resta in spogliatoio…”



Balotelli fu la rovina del Brescia in serie A. Con Donnarumma titolare avremmo fatto più punti.
Con Donnarumma e Torregrossa se stava bene ci salvavamo sicuro. Peccato che invece Torre era sempre rotto e il negher non e’ servito a nulla