Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Alessandro Calori ha speso tante parole sulla sua esperienza a Brescia. Da giocatore rimpiange i tempi di Baggio e Guardiola e soprattutto è tornato sulla morte di Vittorio Mero. Ecco un estratto: “La nostra forza era lo spogliatoio. Corioni aveva fatto le cose in grande, arrivammo settimi in un campionato tostissimo. Baggio era di un altro pianeta, giocava da Dio pur avendo le ginocchia distrutte. A fine partita si piegava e le massaggiava, poi aveva bisogno di due giorni per tornare ad allenarsi. Ma ogni volta che entrava in campo… apriti cielo. Mazzone ce lo disse: “Voi siete voi, lui è Roberto Baggio”. Ma per il piacere di giocare con un campione del genere era bello anche proteggerlo e fare una corsa in più.
Pep è una persona vera, di cuore. Dopo la finale di Champions, vinta a Roma nel 2009, portò a cena tutti noi. Quando arrivò a Brescia era stato accusato di doping, noi gli siamo sempre stati vicini, credendo alla sua innocenza. E lui non l’ha dimenticato.
Vittorio Mero? Noi giocavamo in Coppa Italia, Vittorio era squalificato. Fu una tragedia, una di quelle cose per cui non riesci a darti una spiegazione. A fine anno conquistammo la salvezza e la dedicammo a lui.”


