Ci sono rientri che non si limitano a colmare un’assenza. Sono ritorni che sanno di rinascita, che segnano la fine di un tunnel lungo e doloroso. Quello di Alessandro Pilati, avvenuto ieri sera contro l’Inter U23, appartiene esattamente a questa categoria. Il momento che cambia tutto arriva il 13 marzo 2025. Il ginocchio cede all’improvviso. Alessandro capisce subito che non si tratta di un dolore qualunque: quel rumore secco, innaturale, è un segnale inequivocabile. In pochi attimi arrivano la consapevolezza, la paura, lo smarrimento di chi sa di aver subito qualcosa di serio. Nei giorni seguenti si fanno strada il gonfiore, la rigidità, i dubbi che si accavallano. Il 24 marzo arriva l’operazione al legamento crociato anteriore e, da quel momento, il tempo assume un ritmo diverso, scandito dalla riabilitazione e dall’attesa.
284 giorni dopo, finalmente Alessandro Pilati
Ieri sera, 284 giorni dopo, Pilati è tornato a respirare l’aria del campo in una gara ufficiale. Dieci minuti appena, ma sufficienti per incidere. Nei minuti di recupero, da un’azione che nasce da una lettura difensiva perfetta, il suo colpo di testa si trasforma in un assist illuminante. Un gesto istintivo, ma determinante, che apre la strada al gol di Cazzadori, chiudendo la partita e rendendo quel ritorno ancora più indimenticabile. Per Alessandro Pilati non è stato solo un cambio: è stato il punto finale di un incubo e l’inizio, finalmente, di un nuovo capitolo.



La stazza del centrale c’è, speriamo anche la stoffa, ben tornato