Rànget! non è solo teoria per Gigi Cagni ma filosofia di vita, applicata con rigore a se stesso e trasmessa ai suoi figli, Fabio e Luisa, che durante la presentazione del suo primo libro («tranquilli: non ne scriverò altri») al Master di via Apollonio, si prodigano con successo per la riuscita della serata: Fabio al tavolo cercando di guidare la marea di ricordi del padre, Luisa scattando foto per il blog paterno, perfetta social media manager. E la nipotina Nicole indossa la maglia dell’Union Brescia con dietro il numero 3 e la scritta Cagni.
C’è Luciano Adami, con Cagni alla Sambenedettese; ci sono gli ex compagni al Brescia Alfredo Savoldi ed Egidio Salvi; Rosanna Pedrollo, storica segretaria biancazzurra («Per 50 anni comandava lei al Brescia», dice Cagni); Alessandro Triboldi e Andrea Caracciolo, presidente e capitano al Brescia nel 2017, quella della salvezza miracolosa targata Gigi: «Miracolosa sì, arrivai che eravate morti», ricorda. E del Brescia di oggi Edoardo Piovani, con Cagni anche nel 2017, e il direttore generale Stefano Medioli.


