Brescia-Vicenza è una partita che si distingue per le sue sfide, i doppi ex e le polemiche che a volte si sono protratte oltre il campo. In questo contesto si inserisce Fabio Gallo, attuale allenatore dei berici, che ha una storia in sospeso con il Brescia, sia come calciatore che come allenatore.
Nel 2013, Corioni scelse Marco Giampaolo come allenatore e volle Gallo come vice, ritenendolo il perfetto collegamento tra lui e la squadra. Gallo ricorda con affetto il suo periodo a Brescia e riconosce che alcuni potrebbero non gradire il suo ritorno. Tuttavia, sottolinea che fu il Brescia a cederlo all’Atalanta, ottenendo anche un buon guadagno. Gallo crede che il suo passato in nerazzurro non debba essere visto come una colpa.
Il 3 luglio, giorno del ritiro, una ventina di tifosi della Nord si presentò per augurare buon lavoro al nuovo allenatore, ma anche per ribadire che non volevano Gallo nello staff biancazzurro, soprattutto a causa di alcune dichiarazioni rilasciate dall’allora centrocampista sull’ambiente bresciano quando si trasferì a Bergamo. Giampaolo accettò, seppur a malincuore, di dialogare con loro. Spiegò che non era disposto a fare marcia indietro, che Gallo aveva lavorato con lui a Treviso e che conosceva il suo valore per il gruppo.
La situazione si fece subito tesa, con entrambe le parti ferme nelle proprie posizioni. La società, in mezzo a quella che sembrava una (falsa) quiete prima della tempesta, non intervenne con decisione. Il giorno seguente, Gallo si dichiarò rammaricato per quanto accaduto e attese un segnale dalla società, quasi a dire: “Quindi cosa devo fare?”. A differenza della posizione intransigente di Giampaolo con gli ultras, Gallo non sembrava intenzionato a fare marcia indietro. Da lì, i segnali inviati al presidente Corioni.
Sabato 6 luglio, Gallo si è incontrato con gli ultras per un confronto di un quarto d’ora, piuttosto teso. I tifosi gli hanno rinfacciato il passato e alcune dichiarazioni, tra cui quella in cui definiva la curva atalantina di «alto livello» rispetto a quella bresciana. Gallo ha risposto, chiedendosi 48 ore di tempo per riflettere. Tuttavia, uscito dall’incontro e percependo l’ostilità, ha confessato ai dirigenti di voler lasciare. È stato poi ascoltato dalla Digos, accompagnato dal diesse Visci, ma la frattura era ormai insanabile. Questo episodio ha contribuito all’addio di Giampaolo a fine settembre.
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Qualsiasi sportivo che spera in un fallimento di un’altra società,anche se nemica, si qualifica da solo….una grande 💩
Ignorare e tanti saluti … che coli osservano con la lente di ingrandimento
Mi pare di capire che ora mai questo sito sia seguito più dai tifosi avversari che dai Bresciani .
L’importante non essere come De Zerbi che quando incontra l’Atalanta fa sempre lo sbruffone e alla fine lo piglia sempre e ripeto sempre in quel posto
Magico Fabio Gallo
Sarà accolto con fiori e abbracci gli vogliamo un mondo di bene soprattutto quando saltellava.Peccato avere metà squadra fuori ma forza ragazzi metteteci il cuore.
Solo perché si augurava il fallimento del Brescia, zompettava sul palco dei tifosi della gioppinia f. C al grido di chi non salta è un bresciano e rideva insieme al suo presidente che schiacciava con un carro armato un auto con i colori biancoazzurri mica c’è la siamo legata al dito….
Ho sentito la sua intervista a TVA Vicenza… Solito furbacchione.. Lo ignorerei del tutto anche perché se vince è capace di fare il fenomeno verso la curva
Chi è?
BERGAMASCO VENDUTO TRADITORE! AMICO DI QUELLA FECCIA DI CRISTIANO DONI! ENCULET!