Intervistato dal Bresciaoggi, Marco Zambelli non perde l’ottimismo e spera che il Brescia possa ritrovarsi nuovamente in Serie B. Ecco le sue parole: “Le cose cominciano e finiscono, fa parte del ciclo della vita, non del calcio. Non dico che ci potesse stare, ma era la conclusione di un’epoca. Ciò che fa più male di questa vicenda era il pensiero che qualche anno fa si fosse ripartiti, si credeva che ci si riavviasse verso qualcosa che Brescia merita.
La nostra storia dice che siamo una squadra di Serie B che lotta per salire. Ma ora c’è il dispiacere di trovarsi per l’ennesima volta a un bivio che non è soltanto sportivo.E questa è la cosa più frustrante: è accordo?Senza dubbio. Ti devi giocare una partita? Un tifoso può trasmettere qualcosa alla squadra andando allo stadio, urlando, incitando. Ha il suo modo di contribuire a un risultato. Così è in balia degli eventi ed è questo a essere frustrante soprattutto per chi lavora all’interno.
Ogni volta che si parla di passaggio di proprietà del Brescia escono i soliti nomi di imprenditori bresciani. Ecco, se non lo hanno acquistato negli anni passati, non lo faranno più. Si tirano spesso per la giacchetta sia Pasini che Camozzi, i patron di Feralpisalò e Lumezzane e imprenditori di valore. Oggettivamente Pasini e Camozzi per Brescia stanno già facendo tanto attraverso le loro realtà. Io da tifoso potrei dire: perchè non fanno qualcosa per il Brescia? Ma lo dico perché ci tengo, non tutti ci tengono così ma Pasini e Camozzi stanno già facendo tanto nel loro contesto. Non è più il calcio per singoli imprenditori. È vero soprattutto in Italia dove c’è tutto da ricostruire, soprattutto la parte infrastrutturale: siamo indietro anni luce rispetto ad altri Paesi.
Servono potenze economiche che abbiano voglia di investire nel medio-lungo periodo. Sono triste per questa situazione del Brescia, ma non fino in fondo perché ai miei occhi Brescia in questo momento è un’opportunità. È da ricostruire sotto tutti i punti di vista: non ha un centro sportivo né una sede di proprietà, lo stadio è solo lì che aspetta di essere tirato a nuovo. Mi auguro che ci sia qualcuno di lungimirante che possa vedere in Brescia e nel Brescia un’opportunità, per la posizione geografica e il tessuto industriale che ha pochi eguali in Italia. Sono un romantico e spero che da questa vicenda dolorosa possa nascere per il Brescia un’opportunità che sia bella e duratura. In tanti rimpiangono Corioni.Lo vedo da tempo. Corioni era uno vero. Ricordo la dignità del suo ultimo anno: non lo potrò mai dimenticare.”



Parole lucide, sagge e piene di amore per la squadra di cui fu capitano e per la sua città. Fu coinvolto in contestazioni assurde nei suoi ultimi due anni al Brescia. Contestazioni che gli costarono la serenità anche sul piano personale. Io personalmente devo molto alla sua umanità e a quella della sua compagna Clara, indomita commentatrice su bresciaingol. Era una tigre :-))
Su bresciaingol volevamo bene anche alla compagna di Diamanti. Ahahahah
Senza dimenticare Napoleoni 🙂
Con -4 il prossimo anno con la nuova proprietà ci salveremo l’anno successivo saliamo in b e li ci staremo perché è la nostra casa