Caracciolo: “Brescia sono sette lettere tatuate sul cuore. Lontano dal Rigamonti ho sempre faticato”

L'intervista odierna dell'ex attaccante a La Gazzetta dello Sport

Così Andrea Caracciolo sulle pagine odierne della Gazzetta dello Sport: “Il presidente da cui ho imparato di più? Corioni a Brescia. Ogni tanto mi mandava a quel paese, ma mi ha sempre coccolato. Bastavano un paio di gol per farlo sorridere. Oggi il mio Brescia, quello di Toni, Matuzalem, Pirlo, Baggio, lotterebbe per lo scudetto”.

Perché Brescia? “Da ragazzino giravo con “forza Brescia” scritto sullo zaino. Io, un milanese di Cesano Boscone che simpatizzava per il Milan. Brescia sono sette lettere tatuate sul cuore. A Salò, in C, giocavo con la maglietta biancazzurra nelle mutande. Ci fu un periodo in cui non segnavo, così pensai a questo stratagemma: mi bastava avere qualcosa del Brescia. Lontano dal Rigamonti ho sempre faticato. Penso a Palermo, dove arrivai nel 2005 per sostituire Toni. All’inizio giocavo bene, ma colpii solo pali e traverse e fui criticato. Nel 2006, invece, mi voleva la Roma. Feci di tutto per andar via, ma Guidolin mi convinse a restare. Fu una scelta sbagliata. Non ho avuto la forza di reagire a qualche nuvola scura. Vivevo male l’avvicinamento alla partita. Avevo un po’ di ansia. Mi vergogno a dirlo, ma andavo spesso in bagno. A Brescia mi sentivo sicuro di me, nelle altre piazze invece no”.

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11 mesi fa

👏👏👏👏 nessuno come lui!

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11 mesi fa

Avrebbe giocato gratis per fare 5 minuti in A con il Brescia ,una bandiera delle rondinelle non meritava di essere trattato in quel modo dal maledetto ,stesso discorso vale anche per il Possa .

Matteo
Matteo
11 mesi fa

Ricordo il tuo saluto sopra il furgone dopo una salvezza tribolata. Meritavi un saluto ed un ringraziamento diverso, solo per gli anni spesi con la nostra maglia, per non parlare delle emozioni regalate. Purtroppo nel mondo ci sono persone invidiose, cattive e meschine che credono sempre di essere le più furbe.
Ma la vita è una ruota, e prima o poi tutto torna in ugual misura. Per te spero i meritati onori, a qualcun altro indifferenza ed il giusto contrappasso.

Bricsia
Bricsia
11 mesi fa

Unico per appartenenza, come Bonometti, Hubner, Salvi….e naturalmente Zambelli inimitabile

HAGI
HAGI
11 mesi fa

Quando se ne andrà con la zattera per ritornare alla sua terra, chi ama questa maglia e questa città deve ritornare a far parte della società.
RISORGEREMO !!!

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11 mesi fa

anche il Brescia, dopo di te, non ha trovato gente con lo stesso spirito… grande Airone…!

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