Come scrive Il Giornale di Brescia, alzi la mano chi, alla lettura delle ultime formazioni iniziali, non ha storto un po’ il naso vedendo ancora i vari Bjarnason, D’Andrea e Bianchi relegati tra le riserve. Il biondo islandese ha esperienza e classe da vendere, ma la sua carta d’identità, evidentemente, è un fattore che viene considerato al momento delle scelte. Seppur Maran avesse cominciato a prenderlo più in considerazione prima del suo esonero, dopo il ritorno alla guida del Brescia il vichingo è stato utilizzato per spiccioli di partita, sei volte nelle ultime undici.
Degli ultimi due, D’Andrea e Bianchi, si sono perse un po’ le tracce. Per D’Andrea, mancino partenopeo, solo tre spezzoni finali nelle ultime cinque partite. Colpa del cambio di modulo avvenuto dopo il suo passaggio dal Sassuolo al Brescia nel mercato invernale (con tutta probabilità, per sostituire l’allora infortunato Galazzi), quando i biancazzurri si schieravano ancora con il tridente d’attacco.
Per Bianchi, invece, la presente stagione è diametralmente opposta a quella passata, quando fu sempre presente (la maggior parte delle volte come titolare) in tutte e 38 le partite, sommando 2.230 minuti in campo contro i soli 435 messi insieme quest’anno, quando per ben 13 gare (più una da acciaccato) non è stato nemmeno chiamato in causa. Solo in tre casi (a Reggio Emilia, a Castellammare e a Bari) è partito nell’undici iniziale. Spesso è stato utilizzato soltanto nei finali. Difficile capire il perché di questa involuzione o del perché di questo calo di gradimento.



bianchi è in vendita da due mercati spero al terzo tentativo riescano a venderlo. Bjarniason è alla frutta.