La Gazzetta dello Sport dedica un approfondimento a tutti i rituali che Massimo Cellino ha pensato di mettere in scena per scacciare la sfortuna, colpevole secondo lui dei risultati negativi delle sue squadre.
Nel 2015, un anno dopo aver lasciato la presidenza del Cagliari (tenuta per qualcosa come 22 stagioni), commentò la retrocessione patita dal suo erede Giulini dicendo che “i giocatori erano adeguati: siete retrocessi per malasorte, per cugurre”. Termine sardo per riferirsi agli insetti forbicina (Forficula Auricularia), considerati portasfortuna, iettatori. La iella è in cima ai pensieri di Cellino, che al momento del rigore contro ha lanciato una lacrima verso Mancuso, che in effetti ha sbagliato spedendo il pallone sulla traversa. Per garantirsi l’unico paradiso calcistico alla portata adesso (la salvezza in B) aveva invitato il vescovo Tremolada (rigorosamente non vestito di viola). Non è bastato, ma Cellino ci riproverà.
Contestato dalla tifoseria, precipitato in zona playout, il presidente biancazzurro non è tipo da scoraggiarsi, in particolare quando si tratta di affrontare l’odiatissima avversaria invisibile. Quando gli proposero di organizzare la conferenza stampa di presentazione a Brescia di giovedì 17 agosto, sbottò. A Cagliari nessun giocatore poteva indossare il 17, e al Sant’Elia il seggiolino maledetto era stato sostituito con il 16 B. Naturalmente non esiste il posto 17 in alcun settore del Rigamonti. Quando arrivò in Inghilterra da presidente Leeds, come prima cosa chiese all’allenatore di non portare in ritiro il portiere irlandese Paddy Kenny, colpevole di essere nato il 17 maggio. Vietato ingaggiare calciatori che festeggiassero il compleanno in quella data. Michael Brown, che vestiva il numero 17 nella stagione precedente, fu tra i primi ad essere ceduto.
E Cellino non disdegna affatto i riti scaramantici. Prima di una partita col Livorno, disputata a dicembre, chiese di utilizzare il pallone bianco rosso estivo al posto di quello invernale giallo viola (portava sfortuna). In tasca teneva l’immagine di Fra’ Nazareno, baciata dopo ogni gol. Abitudine datata, quella di fingere di sfilarsi una lacrima per lanciarla verso il rigorista di turno, così come quella di spargere il sale ai bordi del campo o di fare invertire le panchine se le vittorie non arrivano. Una volta, nel 2011, chiese ai tifosi del Cagliari di andare allo stadio vestiti di viola giocava contro il Novara un venerdì 17: numero da esorcizzare. Quando c’era Allegri in panchina, considerò fondamentale per una clamorosa rimonta cambio di appartamento dell’allenatore: “Gli ho fatto cambiare il colore della tuta, ma forse anche la sua prima abitazione non portava bene”.
La situazione, oggi, parla di un Brescia reduce dalla sconfitta nel 17° derby con il Mantova disputato a Mompiano, per un gol decisivo segnato dal 17 Radaelli, che lascia i biancazzurri guidati da Maran fermi a 17 punti nelle gare casalinghe; 17 come quelli conquistati in trasferta. Numeri come fantasmi da scacciare nella trasferta di Cosenza, contro la squadra che due anni fa lo spinse in C in un un drammatico spareggio-playout al Rigamonti, retrocessione sul campo cancellata durante l’estate dalla riammissione in B al posto della Reggina. Stavolta Cellino spera di cavarsela prima, patendo di meno. Magari invocando un’altra benedizione contro macumbe e affini.



Enkulet
La jella sei tu 17 🤘🌶🌶🌶🤘🤟
Cellino vattene
È GIÀ PIÙ CHE SUFFICIENTE E DRAMMATICO QUESTO, PER CAPIRE IN CHE MANI DI QUALE RAZZA DI SOGGETTO DA TEATRO DELL’ ASSURDO SIAMO CAPITATI, E IL PRESENTE CHE VIVIAMO NE È LA LOGICA CONSEGUENZA.
Ma vai a ca@€re tu e irituali..compra i giocatori piuttosto
Normale amministrazione, ormai ci siamo abituati. Ci siamo sempre illusi che potesse cambiare nel passare degli anni ma tutto è stato invano.
È un tarzanello in mezzo ai maroni per noi.
Che amarezza….
…è lui che porta sfiga
#cellinovattene
Ma che furbacchione da bravo manipolatore sposta l’attenzione su queste frivolezze per occultare la verità cioè i suoi macroscopici errori … Infatti la verità è un altra sfortuna può esserci è in effetti c’è per carità,ma se hai un gruppo scarso non puoi pensare che se perdi sempre è solo sfortuna , noi tifosi che lui tanto odia perché ci vorrebbe come delle pecore nel suo gregge che seguono pedissequamente i suoi dettami ,non siamo stupidi le vediamo le lacune della squadra . Basta ha rotto con ste argomenti si parli seriamente di cosa possiamo tutti fare per invertire la… Leggi il resto »