Bravo, ds Sudtirol: “Col Brescia sfida importante, ma non decisiva”

Il direttore sportivo del club di Bolzano ha presentato la sfida di domenica

Il Brescia affronterà il Sudtirol nella prossima giornata di campionato. In esclusiva per il Giornale di Brescia, ha parlato Paolo Bravo, direttore sportivo del club bolzanino, tra l’altro originario di San Zeno. Di seguito le sue dichiarazioni:

EQUILIBRIO – “In B, c’è talmente tanto equilibrio che sfide tra chi è a 34 punti e chi ora è ultimo sono a tutti gli effetti degli scontri diretti. Ecco perché ritengo quella di domenica una partita importante con tre punti pesanti in palio, ma non decisivi per la salvezza. Noi siamo stati anche ultimi, ma poi ci siamo ripresi. In B è facile trovarsi giù, così come è altrettanto frequente riuscire a risalire la china”.

LA CLASSIFICA – “Ci sono alcune squadre importanti che hanno speso parecchio, e sono quelle che sono ai primi quattro posti più il Palermo, che devono giocare per puntare alla promozione. Tutte le altre devono pensare in primis a salvarsi. La discriminante è proprio quella: il denaro speso. Chi ne ha investito tanto, ha l’obbligo di giocare per vincere; le altre, prima si mettono al sicuro e meglio è. Poi, una volta raggiunto questo obiettivo, si vedrà cosa si può fare di più. Ma il blasone a volte può diventare una zavorra. Semmai, ogni anno, ci sono le sorprese, in positivo, vedi la Juve Stabia o noi due anni fa con quel fantastico sesto posto, così come in negativo, vedi la Samp. Questo è un campionato dove l’aspetto caratteriale e l’organizzazione sono determinanti”.

MARAN CONTRO CASTORI – “Io ho avuto il piacere di conoscere bene Castori, seppur anche con Maran ci siamo parlati qualche volta, e l’impressione è che siano due tecnici dallo spessore caratteriale e personale di livello superiore. Persone strutturate, che lavorano. Castori ha tra l’altro infilato un ruolino di tutto rispetto: lo descrivono come tecnico solamente pratico, ma vi garantisco che è più evoluto di chi si ritiene tale”.

FUTURO A BRESCIA – “Non ci ho mai pensato. Semmai, da ragazzino c’è stato un momento in cui mi voleva la Voluntas, ma andai a Cremona e poi a Como. Nel dopo carriera del campo, non c’è mai stata un’opportunità. Logico che Brescia sia una piazza importante, con una storia importante, con una tifoseria importante. Ma noi operatori del calcio – conclude – siamo un po’ nomadi, andiamo dove ci chiamano a lavorare. Chiaro che Brescia per me ha e avrà sempre un senso particolare”.

Subscribe
Notificami
guest

3 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 anno fa

#fattuale.
Non hanno bisogno di punti, loro.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 anno fa

Caro Bravo sarà pure storia vecchia ma quando risento il nome di Castori mi viene in mente quell’episodio a Lumezzane quando calpesto’ Strada …….doveva essere radiato come professionista e come persona, poi sportivamente potrà essere un buon allenatore però quella è una macchia indelebile per un professionista !!!!
E’ proprio vero la maggior parte della gente dimentica ma non tutti !!! Quindi ……

Merry
Merry
1 anno fa

Dopo quest’intervista mi viene da dire Bravo

Articoli correlati

L’ex tecnico dell’Union Brescia ed ex calciatore blucerchiato è il profilo individuato: Aimo Diana potrebbe...
Union Brescia-Ospitaletto, le probabili formazioni e dove vederla: tutto sul match in programma sabato 21...
L'ex dirigente del Brescia ed ex allenatore dell'Ospitaletto Gigi Maifredi ha parlato del prossimo derby...

Altre notizie