Come scrive Il Corriere della Sera Brescia, il Brescia non dà segni di risveglio, il nostro calcio sì. I ragazzi sono in giro, come cantava Ligabue, però hanno trovato casa. E si chiama Serie A. Con il ritorno in Italia di Cher Ndour, quattro anni e mezzo dopo la sua firma con il Benfica (2020), cui è seguito il passaggio al Paris Saint Germain (2023, con i prestiti al Braga e al Besiktas), il quadro è quasi completo. Quel quasi richiama a Mattia Zanotti, esterno destro bresciano di scuola Inter, pilastro dell’Under 21 italiana e del Lugano, che guida il campionato svizzero ed è agli ottavi di Conference League. Ma Brescia adesso ha già nove calciatori nel massimo campionato, un record già sufficiente per parlare di una golden age del movimento, dopo qualche anno di torpore seguito al ritiro di Andrea Pirlo e delle altre rondinelle made in Corioni, scovate da Clerici e poi vendute ai grandi club italiani.
Del plotone bresciano fa ancora parte anche Mario Balotelli che, nonostante le voci insistenti, è rimasto al Genoa: l’unico reale abboccamento, in Italia, è stato con il Monza che sul gong non è però riuscito ad ingaggiarlo. Il tecnico Bocchetti, suo ex compagno in nazionale, non era convinto e così Mario è rimasto in riva al mare, dove si trova benissimo. L’unico problema, nemmeno marginale, è con Patrick Vieira: l’allenatore non crede in Balo, il tempo per convincerlo è sempre più ridotto. Un altro bresciano, Davide Calabria, è stato invece protagonista delle ultime trattative: capitano del Milan, dove è cresciuto dopo gli inizi ad Adro, si è trasferito al Bologna a pochi mesi dalla scadenza del contratto.
Qui proverà a rilanciarsi: ha da poco compiuto 28 anni, mentre l’amico Alberto Grassi (Empoli) ne ha 29 e poco più giovani di loro sono Alberto Dossena (26, al Como insieme a Daniele Baselli) e Andrea Colpani (25, alla Fiorentina dove ha accolto Ndour, cresciuto come lui nell’Atalanta). Oltre al talento di Fiumicello, cresciuto al San Giacomo prima del salto tra i grandi, capace di essere scelto da Manuel Rui Costa – non è mancato un riferimento al suo pigmalione nella prima conferenza stampa a Firenze, dove il portoghese è venerato – a due anni da un gol in rovesciata nel Palio dei Quartieri della città, dove difendeva i colori del «Fiumi».
Una storia da film, ma Ndour oggi vale già cinque milioni e in estate farà parte della nazionale Under 21 che cercherà di vincere il titolo europeo. Potrebbe non far parte della truppa, invece, Giorgio Scalvini: il talento più nitido della provincia e di tutto il calcio italiano, già veterano dell’Atalanta pur avendo soli 21 anni, è stato vittima di un brutto infortunio alla spalla dopo aver da poco superato l’operazione al crociato. A Bergamo con lui c’è Marco Brescianini per completare una squadra cui manca solo un portiere e un’altra punta, senza dimenticare che i tre fratelli Esposito sono stabiesi ma bresciani d’adozione. Potrebbero arrivare presto, in Serie B si stanno facendo largo altri talenti emergenti. Anche nelle rondinelle. E questa sarebbe in fondo la vera novità.



Purtroppo lo smantellamento del settore giovanile era iniziato con i Corioni negli ultimi anni, impegnati nella ricerca di ogni mezzo per risparmiare e cercare di restare a galla dopo gli errori commessi dal 2005. Brescianini era nelle giovanili del Milan dal 2008 (anni di Corioni), Scalvini se ne è andato da Brescia nel 2015 (passaggio da Corioni a Bonometti), Grassi si è formato nella Talanta dal 2002 (anni di Corioni) gli Esposito se ne sono andati nel 2014 (anni di Corioni), Colpani era nella Talanta dal 2007 (anni di Corioni), Dossena si è formato nel Lumezzane (anni di Corioni), Ndour… Leggi il resto »
Anche lo scouting e le giovanili allo sbando… guardate cosa potrebbe essere il Brescia, trattenendo tutti i vari talenti di casa, invece che farseli soffiare da sotto il naso… Cosa abbiamo fatto di male per avere un presidente così inutile
I presidenti ci potrebbero essere ma non vogliono 🤑
JELLINO 🤡 VATTENE
Manca un presidente serio e amante della città e della squadra, che esiste anche se in B.