Sulle pagine della Gazzetta dello Sport, Nicola Binda ha analizzato le due facce del Brescia in questa prima parte di stagione, ovvero i pochi gol fatti, ma soprattutto i pochissimi gol subiti che rendono la squadra di Daniele Gastaldello la meno perforata del torneo. Ecco l’analisi:
“Per stabilire se il bicchiere del Brescia è mezzo pieno o mezzo vuoto, basta guardare la classifica. Nelle 6 partite disputate, la squadra di Daniele Gastaldello ha segnato 5 gol. Pochi? Certo, ma al tempo stesso quelli incassati sono solo 2, miglior difesa del torneo. C’è poi quello 0 alla voce sconfitte che qualcosa vuol pur dire, anche se rispetto agli avversari il Brescia ha giocato 3 partite in meno. Così alla fine si guarda la classifica, con quei rassicuranti 10 punti a garantire un buon inizio. Con cautela però, perché un anno fa dopo 6 partite il Brescia era addirittura primo. E poi sappiamo tutti come è andata a finire.
I 5 segnati in 6 gare sono il minimo (alla pari di Lecco, pure con 6 gare, e Feralpisalò, che ne ha 9), ma anche i 2 al passivo lo sono. Logico che Gastaldello in questa sosta stia cercando di rendere più prolifico un attacco che in estate è stato rafforzato da certezze come Borrelli e Moncini. Perché il bottino è magro: 2 gol Moncini, 1 Borrelli come il confermato Bianchi e il rientrante Bjarnason. Tutti elementi offensivi, nessun contributo in zona gol dagli altri reparti. Già , ma la difesa aiuta. Gastaldello dopo le prime due partite (vinte segnando 3 gol senza subirne) ha abbandonato la linea a 4 per giocare a 3 esaltando le caratteristiche di Papetti, Cistana e Mangraviti, ma nelle quattro partite così (3-4-1-2 o 3-5-2) sono arrivati due 0-0 e due 1-1″.
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