L’ex tecnico delle Rondinelle parla del suo addio alla panchina bresciana
Allo Stadio Rigamonti-Ceppi in occasione di Lecco-Brescia c’era anche Toni Pasinato, storico allenatore del Brescia che centrò la doppia promozione dalla C1 alla A tra l’84 e l’86, ma che poi non venne confermato. Ecco le sue parole a Bresciaoggi:
“Mai capito perché il Brescia non mi confermò in A: mi brucia ancora. In verità ero convinto di rimanere anche in A, ci avrei tenuto tanto. Si parlava di potenziare la squadra, all’ultimo momento Baribbi cambiò idea ma non ho mai compreso il motivo. Allora si raccontava che avevo chiesto una cifra che la società non poteva darmi. Avevo chiesto un difensore, un centrocampista, una punta e la conferma dei protagonisti della promozione: Aliboni, Chiodini, Zoratto, Bonometti, Gritti. Addirittura fu messa in giro la voce che avrei voluto Vierchowod e che pretendevo di mandare via Chiodini”.



E basta! Ancora con ‘sta storia tipica dello scribacchino igno rante Tognoli?! Cosa hai fatto in carriera dopo Brescia? Il NULLA, ecco il motivo! A Monza dal 01/07/86 ci sei stato solo 2 mesi prima di essere esonerato. A Taranto in B stagione 87/88 con Totò De Vitis come punta, sei arrivato 16° su 20 squadre, QUINTULTIMO con 32 punti (media 1,16 a partita), 2 punti più della terzultima retrocessa Modena con 30 punti, con il format attuale sarebbe stato playout. A fine stagione il Taranto NON ti rinnova e la stagione 88/89 la inizi in C1 con un’ambiziosa Salernitana… Leggi il resto »
Anch’io mai capito e ci rimasi veramente male;
Pasinato al Brescia per me era come quando poi fu Sacchi al Milan.