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Non solo il fuorigioco di Bisoli: tocco Rodriguez per Coda e Nikolov-Mateju da valutare

La serata di ieri lascia numerosi strascichi polemici dal punto di vista arbitrale. Oltre all’episodio del fuorigioco di Dimitri Bisoli, posizionato al di là della difesa leccese prima di correggere la respinta di Gabriel vi è il giallo sul vantaggio giallorosso, “viziato” da un tocco di Rodriguez con Coda proteso in avanti. E non finisce qui.

L’ennesimo 2-2 della stagione del Lecce è il più avvelenato dagli episodi arbitrali in un campionato, lo diciamo ormai da tempo, che necessita urgentemente di un aiuto tecnologico per dare una mano alle terne arbitrali. La rete siglata da Bisoli per il temporaneo 2-1 è l’episodio più evidente di una direzione arbitrale ampiamente sotto la sufficienza, azione valutata male che ha fisiologicamente fatto andare su tutte le furie la dirigenza dell’U.S. Lecce presente in tribuna al Via del Mare. I misfatti di Lecce-Brescia 2-2, ad onor del vero, non finiscono qui.

Già il fulmineo gol del vantaggio – riporta Calciolecce.it – messo a segno da Pablito Rodriguez è finito sotto gli occhi degli osservatori. Sul lancio dalle retrovie, lo spagnolo ha tentato di agganciare il pallone, toccandolo leggermente, recapitato poi tra gli scarpini di Massimo Coda. Bene, sulla giocata volante (la cui entità del tocco è nota rivedendo le immagini), il 9 giallorosso è più in avanti, di mezzo metro, rispetto a Chancellor, ultimo difendente del Brescia. Lo sviluppo dell’azione porterà poi El Mosquito alla rete dopo soli 19 secondi dal fischio d’inizio della seconda frazione di gioco. Nessun giocatore delle Rondinelle ha protestato dopo la realizzazione, ma ciò non è un’esimente. L’errore c’è, e, in un’ideale partita con il VAR, dalla sala sicuramente sarebbe giunta la chiamata per la cosiddetta on field review da parte di Calvarese, alla seconda gara di B diretta quest’anno dopo 9 tra A e Coppa Italia.

La disamina però non può, dall’altra parte, mettere sullo stesso piano la grandezza del susseguente errore nell’area difesa da Gabriel. Sul colpo di testa di Ayé, respinto da Gabriel, Bisoli, con la maglia numero 25, è almeno un metro più in avanti rispetto a Leo Zuta. Il centrocampista di Clotet ha un piede quasi all’altezza della riga dell’area piccola, particolare che avrebbe dovuto aiutare Berti, il primo assistente di Calvarese. L’abbaglio sul gol di Bisoli è più evidente rispetto all’errata valutazione in occasione del vantaggio leccese.

Lo ripetiamo, a scanso di ogni qualsivoglia equivoco: entrambe le reti sarebbero da annullare, ma è solo il supporto tecnologico a ridurre al minimo il rischio di partite la cui storia è complicata da questi annosi episodi. Per semplificare la questione, indipendente dalle squadre in campo, il primo episodio è un errore meno grave rispetto al secondo. Il calcio però deve conoscere meno errori possibili per essere corretto, gravi e meno gravi. In questo momento, memori anche delle sviste dello scorso weekend in B, la forbice della nostra osservazione deve essere ampia e, al di là di tutto, finalizzata al pensiero che solo un VAR (o l’uso di replay in qualche modo) può dirimere (non tutte, vedasi l’anno scorso) le polemiche.

Le storie tese di Lecce-Brescia 2-2, però, non finiscono qui. Al netto di una direzione un po’ troppo spezzettata in numerose fasi di gioco, resta dubbio anche il contatto tra Nikolov e Mateju al 77′. Durante un azione offensiva del Lecce, i due sono venuti a contatto in area e il macedone del nord ne ha avuto la peggio, finendo a terra. Anche qui, le proteste giallorosse non sono state pesanti, ma, come detto in precedenza, resta il dubbio regolamentare.

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