Una sconfitta che deve insegnare

Lo scivolone dopo il vantaggio di Crespi fece arrabbiare soprattutto per l’atteggiamento: lezione da ricordare bene.

Come riporta Il Giornale di Brescia, errare è umano, ma perseverare resta diabolico. La sfida di domenica sera, con inizio alle 21 a Crema contro la Pergolettese, suscita pensieri negativi in Eugenio Corini, che il 16 febbraio scorso ebbe un’ira difficile da nascondere. La sconfitta per 2-1, con rimonta subita al «Voltini», fece salire la pressione al tecnico del Brescia, mai così cupo in stagione dopo una partita.  

Una sconfitta inaspettata — la doppietta di Jaouhari che ribaltò il vantaggio di Crespi, tutto nei primi 45 minuti — contro una squadra considerata «pericolante», la prima fuori casa dell’anno, lasciò l’amaro in bocca a tutti e segnò la fine del cosiddetto «Brescia da trasferta», incapace da allora di ottenere i tre punti lontano dal Rigamonti: altre due sconfitte e tre pareggi, se non nell’ultima giornata a Monza contro l’Inter U23. Quel ritorno alla gioia esterna suggellò almeno il secondo posto.  

Più della sconfitta in sé, fu l’atteggiamento a disturbare Corini: una squadra troppo sicura di sé sia in attacco che in difesa. È ciò che Corini non vuole più vedere, specialmente in questa nuova corsa verso la Serie B.  

Proprio quest’anno, con Balestrero e compagni indicati come favoriti, il pericolo emerge soprattutto da lì. La carta suggerisce che non ci siano formazioni all’altezza della rosa biancazzurra, ma il campo richiede sempre concentrazione e rispetto per l’avversario, chiunque sia. Essere consapevoli della propria forza non significa sottovalutare gli impegni, ma restare vigili, poiché le insidie del calcio sono sempre dietro l’angolo.

Lo ha ribadito pochi giorni fa lo stesso Corini, ricordando come la corazzata Vicenza, che ha dominato il campionato precedente, abbia ottenuto 17 delle sue 27 vittorie con un solo gol di scarto a dimostrazione che nulla è scontato e che le partite vanno affrontate, innanzitutto, con la testa.  

La rotta mantenuta con il Carpi all’esordio, anche dopo il pareggio concesso, offre ottime prospettive.  Quell’atteggiamento e quell’equilibrio sono da attendersi stavolta al «Voltini». Perché insistere sarebbe diabolico.

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