Armati: “Indossare questa maglia è una forte responsabilità”

Le parole del centrocampista

Le parole di Loris Armati ai canali ufficiali dell’Union Brescia

LA MOTIVAZIONE – “Quello che mi spinge a fare meglio è semplicemente la voglia di migliorarsi ogni giorno. Ciò che significa per me indossare questa maglia è appunto una forte responsabilità perché è un progetto ambizioso”.

IL SETTORE GIOVANILE – “Un momento che ricordo con particolare chiarezza nel settore giovanile è stato il primo mese di allenamenti in cui sono arrivato nell’Under 15. Ero molto contento di affrontare questa nuova esperienza e, sinceramente, in quel momento non avevo ancora capito che avrei fatto il calciatore, perché vedevo il calcio come un divertimento e non come un lavoro. Più avanti, invece, ho capito che sarebbe diventata la mia professione.

LA CONSAPEVOLEZZA – Secondo me, il mio “click” è stato il terzo anno di Primavera, in cui ho affrontato la stagione da protagonista tra le partite della squadra giovanile e le convocazioni in prima squadra. Quello è stato il momento in cui ho capito che potevo fare quel passo di arrivare in prima squadra e magari riuscire a giocarmela o comunque far parte del gruppo.

LE PERSONE PIU’ IMPORTANTI – “Le persone più importanti del mio percorso, dal lato del campo, direi tutti i mister che ho avuto, perché nel bene o nel male mi hanno sempre insegnato qualcosa. Anche quando magari non andavo d’accordo con loro, riuscivano comunque a trasmettermi qualcosa di utile. Dal punto di vista umano, invece, non posso che dire i miei nonni, che mi hanno sempre sostenuto, venivano sempre agli allenamenti e alle partite a vedermi, e ovviamente anche i miei genitori”.

I PRESTITI – Il periodo dei prestiti l’ho vissuto come un’opportunità per migliorare e affacciarmi al mondo dei grandi. Infatti, il primo anno è stato più un periodo di prova per capire come viene vissuto questo sport dal punto di vista lavorativo.

LE DIFFICOLTA’ – Nel primo periodo a Desenzano non giocavo molto e sì, ci sono stati momenti in cui ho pensato di smettere, o meglio di mollare, magari abbassarmi di categoria. Però le persone vicino a me mi hanno sempre confortato e mi hanno fatto capire che se ero lì era per un motivo. Con tutti i sacrifici fatti negli anni precedenti sarebbe stato stupido mollare: dovevo tener duro, perché sarebbe arrivato il mio momento.

LA CRESCITA – Queste esperienze mi hanno aiutato tantissimo, perché uscito dalla Primavera non mi consideravo pronto per affrontare un campionato di Serie C. Andare in Serie D, che comunque è un campionato molto competitivo, mi ha aiutato molto a crescere sia personalmente che caratterialmente.

AL SERVIZIO DELLA SQUADRA – Se devo pensare a un concetto che mi hanno insegnato questi due anni di esperienza, è stato proprio quello di mettersi al servizio della squadra. Spesso ai ragazzi giovani, anche se hanno un ruolo, viene chiesto di adattarsi dove c’è più bisogno, e io ero pronto a farlo. Ho ricoperto diversi ruoli, e questo mi è servito per capire che l’importante è essere presi in considerazione e, nei primi momenti, adeguarsi alle richieste della squadra e del mister.

LA CONFERMA – Quando ho saputo della conferma, ho provato una forte emozione. Ero molto contento, anche ripensando ai due anni di esperienze nelle categorie inferiori. Questa conferma mi ha fatto capire che ero pronto per affrontare la categoria, e mi ha dato tantissimo piacere. Mi sono sentito davvero felicissimo.

LE PRIME PARTITE – Nella partita contro la Pro Patria non sarei dovuto partire titolare, ma mi hanno avvisato pochi minuti prima della gara. Credo comunque di essermi fatto trovare pronto. Nella partita contro il Lecco, invece, sapevo che sarebbe stata molto difficile per via dell’avversario. Quello che ho vissuto è stato un momento di sorpresa, perché devo ammettere che la palla mi è più rimbalzata addosso che essere stato un assist volontario, ma è stato comunque utile al gol. Ho provato una grande gioia per quel momento, perché mi sono sentito partecipe in primo piano al vantaggio della mia squadra.

IL MIGLIORAMENTO CONTINUO – Quello che mi spinge a fare meglio è semplicemente la voglia di migliorarsi ogni giorno. Si possono sempre imparare cose nuove e il fatto di allenarsi ogni giorno ci aiuta tantissimo, perché possiamo limare i dettagli. Indossare questa maglia per me è una forte responsabilità, perché è un progetto ambizioso e la società ci tiene tanto a fare bene, a partire da quest’anno. Sappiamo che dobbiamo dare il massimo e arrivare a fine stagione senza rimpianti.

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