L’analisi di Nicola Binda dalle colonne della Rosa non lascia molto spazio all’immaginazione: aspettiamoci un campionato di altissimo livello.
In tanti, troppi iniziano a chiamarla A2 e in effetti qualche ragione ce l’hanno.
Non bastasse il ritorno in cadetteria di società blasonate o dalla lunga tradizione come Bari e Palermo e Modena. Quest’anno dalla massima serie sono retrocesse autentiche corazzate come Cagliari e Genoa nonché un sempre temibile Venezia.
A complicare le cose rimangono da battere squadre dalle rinnovate ambizioni: Parma, Pisa, Como (del neoacquisto Fabregas), Benevento, Reggina e Spal.
Ma anche quelle cenerentole in grado di stupire ogni anno come Perugia, Frosinone, Ascoli, Cittadella, Ternana.
Oppure di arpionare la salvezza con le unghie e con i denti, togliendo punti alle favorite come il Cosenza.
Il Brescia inizierà l’annata sfidando l’unica esordiente, Sudtirol. Ma attenzione perché in un campionato così equilibrato e spostato verso l’alto, il minimo passo falso si paga a caro prezzo. Molto di più dell’incornata a tempo scaduto di Latte Lath.



Serie b
con questa rosa se tale rimane meglio pensare alla salvezza senza fare pressioni arrivata quella si vedrÃ
A1…A2…A3…. Chiamatela per quello che è…